Seduti in un dehor a due gradi centigradi
Eccoci qui...
Appesi per i coglioni su questo mondo
Mosche danzanti su un filo sottilissimo
Cadere è pagare pegno al non detto
Portarsi nel gozzo parole ghiacciate per l'eternità.
Saremmo stati ciechi, forse, a spingere ancora sull'acceleratore
guardare fin dove ci si può spingere, fin dove il fisico e la mente perdonano?
in nome di una indefinita produttività intellettuale o "artistica".
o forse non è nemmeno questo il punto: è una semplice questione di fasi vitali
di esigenze vitali...
Non è cambiato nente: è un passo successivo.
i personaggi continueranno ad incrociarsi per i vicoli della città vecchia
ascolteranno il "sottile chiacchiericcio" delle birre, diluendone le tentazioni
avranno davanti posaceneri vuoti, in inverno, buoni soltanto per le scorze dei pistacchi
ma si incontreranno, continueranno a parlare lingue differenti e commensurabili.
Ecco, la "questione di stile", quella che spesso ci sopravvive, senza che nemmeno ce ne accorgiamo.
mi rendo conto di tenere meno al concetto di "limite". di essere più presente a me stesso, di avere polso più tenue sulla manopola del gas.
e meno facce intorno, da guardare anche domani: non mille e mille, che il tempo ed il vento sfumano via.
chè ci sono sempre tante responsabilità ad aspettarci al varco.
e dobbiamo dare il meglio, perbacco, anche per loro, sempre in guardia e mai flessi.
Ma, a ben pensare, dovrebbero essere i personaggi a parlare, non io a descrivere asetticamente un tappeto di emozioni sparse.................




