10/02/2005

 Ripropongo un brano postato altrove, perchè mi va di farlo. I suddetti scritti non devono offendere in alcun modo persone religiose, clericali o investite/illuminate da voti sacri: è soltanto il dar voce ad uno dei componenti del manipolo di personaggi che mi vagano in testa, tendenzialmente quando ho la febbre o qualche gotto in più.

Mi sono sempre chiesto perchè l'Operaio Parodi fosse comunista e non democristiano, liberale, repubblicano, socialdemocratico o missino.
Non sorprendetevi: per lui i partiti politici sono rimasti quelli della sua prima votazione, nel 1985.
I partiti di ispirazione proletaria, quelli socialisti, quelli qualunquisti, quelli delle "mezze calzette", quelli di ispirazione repubblicana, la destra sociale di ceppo neo-fascista.
Una volta un Operaio non si sarebbe mai sognato di votare un partito della borghesia, tipo il PLI... Oggi esistono manovali votanti il Berluska e che spendono i loro 900euri mensili in rate per la Mini Cooper da 60 milioni che si sono "cattati" per fare il salto sociale. Altro che ascensori.
O meglio: ascensori sì, purchè pieni di belinate.
Non preoccupatevi inoltre del suo uso della preposizione "ci".
Infatti, per lui, "non ci rompere il cazzo" vuol dire "non rompere il cazzo a lui" , mentre a noi sarebbe "nu rumpì u belin a niàtri"
Una cosa del genere succede anche in altre zone del pianeta: infatti la Jena, un collega calabro, dice sempre "nun ci rumpr u'cazz a mmìa" che significa appunto "non rompermi il cazzo".

Ma bando alle belinate, veniamo all’intervista: Signor Parodi, perché lei è Comunista?

“belin, ho imparato a leggere sull’Unità che mio nonno portava sempre nel taschino delle braghe, come adesso lo portano i tossici, che però c’hanno anche il limone, la pera e l’acqua (sono pseudo-contadini, n.d.r.) ma mio nonno il limone e la pera non ce li aveva, o meglio, solo se passava dal besagnino, e l’acqua non la comprava mai perché allora si beveva quella del bronzino che era buonissima.
Insomma, non fatemi confondere, neh?
A quattro anni sapevo di Berlinguer, Lama, Pajetta, Ingrao, Amendola e della Nilde Iotti.
Poi conoscevo anche Nenni, Pertini, Moro, Andreotti, La Malfa, Forlani, Spadolini, Fanfani (il ministro nano), Leone (il ministro della savana), Rumor (il ministro che scoreggiava fragorosamente), Puzzon (il ministro che scoreggiava silenziosamente, ma asfissiava l’esecutivo)
Scherzo, quest’ultimo ministro non lo so chi era.
Ah, mi ricordo anche Beppino Crassi, ma non è un bel ricordo
Mia nonna, invece, mi parlava sempre di suo fratello, il Funzìn (che in italiano vuol dire “funghetto”, sarebbe un bel nomignolo per uno che ha passato molto tempo in Messico a sconvolgersi…)
Invece il Funzìn in Messico non c’era mai stato e nemmeno a Mathausen, e questa è stata la sua botta di culo, è sempre sfuggito ai rastrellamenti, scappando per i boschi.
E’ morto novantenne qualche anno fa, i Fascisti non lo hanno vinto, l’ha vinto la vecchiaia.
Nella vita faceva il Partigiano.
Poi anche i preti ci misero un certo impegno per formare la mia identità politica.
Quello del mio quartiere mi stava particolarmente su una balla.
Una volta mi disse che i Comunisti in Russia mangiavano i bambini. Allora ripensai ai bianchetti che mio babbo aveva portato la sera prima, che avevo mangiato con voluttà. E, siccome i bianchetti sono i bimbi dei pesci, mi sorse il dubbio che io fossi davvero Comunista.
Poi ci raccontava sempre di tutti gli scherzi che ci facevano a lui quelli del paese dove allenava (ops…operava) prima. Sporchi Rossi. Fu costretto a portar via il belino, e il paesino rimase senza prete perché nessuno voleva andarci, che erano tutti Comunisti (olé, Kloro al Klero, n.d.r.)
E infine ci minacciava sempre che se noi continuavamo a leggere i porni e farci le pippe, Dio ci avrebbe punito, rendendoci ciechi.
Ma conosco gente che secondo me dovrebbe non vederci più, perché ce l’aveva sempre in mano, e invece hanno ancora una vista d’aquila.
Dai, sono tutte belinate, la religione è lo scitto (nota 1) dei poveri!
Lo diceva anche Marx e c’aveva ragione: ma voi ce li vedete Ray Charles e Stevie Wonder come Onanisti?
(lo metto maiuscolo per rispetto della categoria)
Poi c’erano le suore, che a me facevano paura, tutte nere come delle Dark, carognose e vendicative, sempre con quel pastrano anche a ferragosto (infatti ci puzzava l’ascella di topo morto, a quelle lì, e non oso immaginare il resto)
Mio nonno diceva sempre che erano acide perché non potevano darla a nessuno per scelta, ma io non capivo queste sue parole, perché non conoscevo ancora il significato della Bernarda.
Poi, dopo, l’ho conosciuto, ma mi ha fuorviato anche parecchie volte.
Forse era meglio se non lo conoscevo per niente.
Poi la prof di lettere, alle medie, mi prestò un libro sul viaggio di Che Guevara e anche uno di Engels sulle società paleoindustriali. E di lì partì l’embolo.
Ou, io non sono mica uno di quei filosofi della politica come Albertone… e nemmeno ho le visioni mistico-oniriche dello Scolari.
Io giro scambi tutto il giorno e se penso troppo va a finire che mi ci rimane il piede incastrato e il treno poi me lo porta via, sto belìn di piede. Meglio non pensare ma agire. Giusto?
Anzi, ordiniamo un bel gotto di barbera, che a forza di parlare mi è venuta la gola asciutta…”

(1) siccome l’oppio non l’ho mai provato, ci metto lo scitto, che quello lo conosco bene!

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