I miei personaggi sopravvivono sempre: chi ad avventure strampalate, chi a storie d'amore che hanno del patologico, chi alla tossicodipendenza, chi a rovinose cadute in moto.....
chi al fallimento od alla messa in discussione di ideologie trainanti, che portano alla ridefinizione dei contorni della propria esistenza. che portano allo spostamento della base, senza sapere dove ricollocarla...
a me non piace parlare di morti, perchè a loro non è concesso il diritto di replica, se non per bocca altrui, replica quindi soggetta ad una serie di inesattezze e mistificazioni che ne fuorviano l'immagine.
oggi farò un'eccezione, suscitatami dal commento di Viga.
dinanzi a Dio ogni morto è uguale, questo ricordo dall'educazione cattolica impartitami, mai abbastanza ridiscussa e rinnegata.
dinanzi al giudizio dell'uono, invece, sono profondamente differenti.
ogni 25 aprile da noi (entroterra ligure) è tradizione recarsi alla Benedicta, sede di uno dei più atroci massacri nazi-fascisti.
è una cosa rimasta dentro alla gente.
ci andavo con la mia famiglia da ragazzino, ci sono i prati, si fa colazione al sacco, si gioca al pallone... e sotto c'è il sacrario coi nomi dei cento caduti. Intanto i grandi iniziano a raccontarti un po' la storia, i nonni, tra una sigaretta e un gotto di vino, la arricchiscono di particolari, perchè loro c'erano, erano giù in paese o nascosti da qualche parte, ma c'erano.
ricordo sempre col magone quei momenti, anche perchè i miei vecchi adesso non sono più qui..... e porto dentro di me il loro insegnamento più importante: dare priorità all'essere ed al desiderare di essere.
ognuno può avere la propria formazione politica, la propria storia familiare, le proprie ideologie(!) e convinzioni.
ma la storia è una, non la cambi nemmeno se sei Mandrake.
e parla, la storia parla, non puoi farla tacere nemmeno se sei il Berluska...
vogliamo chiamarli "belligeranti"? e cosa importa?
direi, con maggior esattezza, stanati, rastrellati e fucilati sul posto. (o un centinaio di metri sotto, in verità)
la fredda cronaca.
E a chi ci governa: commemorate pure i morti repubblichini. è vostro diritto, visto che allora eravate da quella parte, appoggiando il movimento fascista, l'alleanza col nazional-socialismo delle leggi razzali e quant'altro.
i miei avi ed i vostri si sparavano addosso, siamo agli antipodi, idealmente e geneticamente contrapposti.
ricordate pure i vostri cari, non mi opporrò: d'altronde mi sforzo ogni giorno di essere democratico.
ma non trasformate il 25 aprile in una commemorazione generalizzata di "ogni caduto negli anni della Resistenza", che voi chiamate "guerra civile":
quel giorno non si tocca e siamo pronti a difenderlo con le unghie.
buona vita a tutti.




