Albeggia
Siamo fuori dall'ufficio a commentare gli articoli sportivi sulla Gazzetta del Lunedì.
Pino il Genoano, di professione rapper, è seduto sul muretto in compagnia di una Ceres.
Finge di ascoltarmi, ma la testa gli ciondola. Ogni tanto prorompe in un roboante rutto, giusto per far sentire la sua presenza.
Io ho aperto il giornale sul cofano della Panda di servizio (arancione)
Dentro al fabbricato, una specie di container con la superficie anteriore vetrata, centinaia di zanzare ci guardano tristi.
Ad un tratto si sente un boato all'orizzonte.
Tutti tiriamo su il naso per vedere se stia atterrando un'astronave aliena.
Invece, tempo due secondi, irrompe nel vialetto alberato, a folle velocità, un gigantesco fuoristrada infangato oltre l'inverosimile e coi vetri fumè, che ci abbaglia coi suoi sei fendinebbia da 1000 watt ciascuno, ed inchioda proprio sotto il nostro naso, in una nube di polvere radioattiva
qualche secondo di stasi, in cui tutta l'area portuale danza su note discomusic sparate ad un volume da piegare i timpani ad un capodoglio.
poi tutto si placa, la portiera scorre (elettricamente) con un sordo ronzio e ne fuoriesce Lei.
La Donna della Mala.
ha un miniabito leopardato cortissimo coordinato con una fascia realizzata nel medesimo materiale.
Lunghissimi e biondi i capelli, un po' stopposi per le troppe tinte.
Ai piedi sfoggia due enormi anfibi numero 42, con dieci centimetri di zeppa. Tra le labbra uno stuozzo, il primo della giornata.
Occhiali enormi e scuri, nonostante il giorno sia ancora a venire, a celare chilometriche strisce di bonza ed interminabili orge notturne con partners a rotazione.
(suo marito la trascura, lo dicono tutti...)
_ Vaffanculo, merde_ ci saluta con un ghigno
Una nube tossica di profumo Lou Lou fuoriesce dalla vettura, contaminando indelebilmente l'ambiente circostante.
_ Belin, cento bagasce puzzano di meno_ fa Pino, osservando la scena.
_ E io ne ho viste di abbigliate più sobriamente_ gli faccio eco, stravaccato sul cofano.
_ Muti o vi cavo gli occhi e li do in pasto alla mia iguana_ sogghigna lei, con un tono che non ammette repliche.
Pino rutta, bestemmia e si accende una paglia. Io faccio finta di nulla, poi aggiungo:
_ Non capisco perchè una donna della tua classe e del tuo prestigio si ostini a mantenere una mansione low-profile, quando potrebbe vivere di rendita fino al termine dei suoi giorni_
Lei fa uno scatto e in un attimo mi è davanti, solleva gli occhiali e mi pianta in faccia due fanali azzurrissimi bistrati da decagrammi di hi-liner. Poi si volta e, senza dire niente, varca la soglia.
E' acida perchè suo marito non ha mai tempo per lei.
Lui è un famigerato boss latitante della Sacra Corona Sestrese.
Si occupa di traffico di armi col Medio Oriente, traffico di barre di uranio impoverito coi Paesi dell'ex-Blocco Sovietico, traffico di organi, ecomafie, cocaina, prostituzione, appalti pubblici, riciclo di capitali, auto di lusso rubate, sbarco di minori cinesi da avviare, previa corso di formazione, all'industria delle calzature.
Poi è anche il boss incontrastato del racket degli scooter rubati, in società con i ragazzini maghrebbini dei vicoli, ma questo lo fa più che altro per hobby, per sentirsi ancora giovane, vivo e pulsante.
Inoltre non si fida di nessuno, quindi segue lui in prima persona le svariate branche della sua multiforme attività.
Negli anni Ottanta è stato rampante politico socialista nel savonese.
Però anche un siffatto mostro di pragmatismo ha un suo punto debole: la gelosia, estrema, che se lo mangia vivo e non gli fa chiudere occhio la notte.
Ogni tanto si pente profondamente di aver sposato una donna così bella e vistosa.
Un giorno ha una brillante idea, che però sarà causa della crescita di protuberanze taurine ai lati del suo cranio:
Far accompagnare vita natural durante la sua dolce signora da quattro gorilla selezionati con un apposito corso di sopravvivenza bimestrale in campi d'addestramento siriani.
_ Si, caro, te ne sarei grata, ho sempre troppi occhi puntati addosso e mi sta prendendo la sindrome di Tom Cruise (nota 1). Però li scelgo io._
Così ne sceglie uno simile a Walter Nudo, uno a Raul Bova, uno a Bettarini e l'ultimo a Brad Pitt stile Kalifornia (nota 2). Mica male, eh?
Tatuati fino alle gengive, strapagati e con la mascella perennemente digrignata da pasticcomani praticanti, costoro sono il miglior deterrente per chiunque volesse intraprendere contatti umani con la succitata signora. E lei ne approfitta, eccome...
Mentre le cuciamo colletti inamidati alle spalle e i Gorillaz se ne stanno buonini dentro al SUV fumè, lei si mette all'opera:
versa due flaconi di ammoniaca nelle tre salette dell'ufficio (senza nemmeno passare l'aspirapolvere), poi accende l'idropulitrice industriale e fa defluire il tutto a valle.
Zanzare, millepiedi e fuochisti, nostri colleghi di lavoro, abbandonano frettolosamente la zona, ma all'esterno trovano uno stormo di piccioni, che raggianti cominciano a nutrirsi dei malcapitati esserini.
_ Nooo, gli Ani Alati!!!_ fa Pino, inorridito.
Lei viene fuori, alza il miniabito ed estrae dal perizoma in raso nero una Smith&Wesson calibro 9 a canna lunga. Poi, sparando all'impazzata, fa strage degli insulsi volatili,
Pochi secondi ed i gatti affamati del porto sgusciano dagli interstizi fra le pile di containers ed iniziano a banchettare sorridenti, scempiando le carcasse esanimi al suolo.
_ Spettacolooooo... il miracolo del ciclo biologico della naturaaaa... lo avevo studiato alla Medie...._ urla Pino raggiante, mentre su un barbecue improvvisato cuoce allo spiedo il gatto più grosso.
_ Spettacoloooo... bestia più grossa mangia bestia più piccola... il miracolo della naturaaaa...._
La Donna Della Mala ha finito il suo lavoro, si sciacqua le mani, lascia tutte le porte aperte per fare asciugare l'interno e si deterge l'ascella con una salvietta profumata.
Poi sale sulla macchina e riparte a manetta, con il 4WD inserito.
Lasciando sull'asfalto due scie di pneumatico bruciacchiato.
(1) si narra che Tom Cruise sia talmente infastidito dallo sguardo delle comparse da farle recitare di fronte ad un grosso specchio.
(2) Kalifornia (U.S.A., 1993) è, insieme a Seven, il film con Brad Pitt che preferisco. Il nostro qui è nelle vesti di un folle sanguinario drogato perso e, pensate, Fox Mulder di X-files ha il ruolo di sua vittima sacrificale (mah...). Ah, c'è anche la Lewis, prima che diventasse cantante punk...
Grazie ancora a Playchicco, inesauribile sprone per la mia demenza.