
Gino.
Trentotto anni.
Ex buon terzino fluidificante di fascia sinistra, nella squadra del suo quartiere. Ed ex marito e padre più o meno premuroso.
Dopo la separazione è tornato a vivere con gli anziani genitori. Guadagna discretamente e potrebbe permettersi un affitto, ma paga ancora il mutuo al 50% della casa che ha dovuto lasciare alla moglie, che non lavora stabilmente ed ha ottenuto però l'affidamento del figlio. Inoltre deve dare una certa cifra mensile per gli alimenti.
Non è pentito di aver scelto di andarsene. D'altronde lei aveva una relazione da diversi anni. La cosa che lo fa andare fuori di testa, però, è che lei conviva ormai stabilmente col nuovo partner, nella casa che avevano comprato insieme. Questo lo manda in bestia. E un collega che glielo menava in maniera piuttosto pesante ha ricevuto pure un sonoro ceffone sul muso. Quindi Gino ha anche una denuncia che gli pende sul capo.
D'estate è parecchio mogio, ma in autunno, quando i genitori vanno a svernare 4 mesi nella casetta di Bordighera, lui riprende vigore e gioca a fare il single quarantenne a caccia di splendide avventure che non arrivano mai. Perchè in fondo non le vuole. Ed elabora teorie nichiliste sul genere femminile che io provo ogni qual volta a confutare. E' un breve racconto, ok, ma oggi il fondo di verità è palesemente implicito.
"ciao Gino, com'è? si tromba?"
"uno spasso: è come se mia madre mi avesse fatto senza belino...."
"ma come? e tutta la carne al fuoco che avevi? possibile che tu non riesca ad avere una vita soddisfacente... non sei nemmeno male, con la barbetta"
(toccandogli il sedere, in segno di affetto e reciproca stima...)
"vedi caro, io adesso potrei essere anche uno che prende della mussa... perchè ormai siamo nell'era in cui conta la personalità... ed io modestamente ne ho da vendere... ma non ho voglia dei soliti discorsi che fanno le donne... tutte uguali... perferisco affittarmi un puttanone, magari una volta ogni due settimane... me la porto a casa, le cucino, le faccio il bagno ben bene nella vasca così spurga un po', come le lumache... vedi, adesso sto facendo la formichina, prima del weekend de fuego..."
"vedo: in dieci minuti mi hai già scroccato un caffè, un grappino e tre siga... ad ogni modo, secondo me il tuo approccio è ugualmente difficoltoso."
"ma noi in fondo siamo sempre quelli del momento sbagliato. quando ero ragazzo se non assomigliavi ad Alain Delon, non ti cagava nessuno. dovevi attenerti ad un modello oggettivamente riconosciuto. se avevi il naso così, le gambe storte da calciatore o il labbro leporino, nisba... tempi di fame nera..."
"beh... dai... ma non è vero..."
"Come no: mi ricordo come fosse ieri. Poi è venuto il momento in cui tutti nella nostra cumpa si sono fidanzati... un po' per scelta e un po' anche per questione di status..."
"ok.. ma dimmi dove vuoi arrivare, altrimenti mi perdo..."
"aspetta: ti sei mai sentito dire <ti mollo perchè non mi dai sicurezza economica>?"
"no, <perchè non mi dai stabilità affettiva>, piuttosto..."
"come, Rex... ma se tu sei sempre stato un cubo di saccarina... ciò mi sorprende... cmq: erano tempi in cui qualsiasi cefalo che arrivava in Porsche e col rolex portato sul polsino della camicia faceva strage: le donne gli si affollavano intorno. contavano solo i soldi, il prestigio sociale."
"ah... infatti io avevo l'R4... e non è che fossero tempi floridi, sul piano dei rapporti interpersonali..."
"e io il centoventisei personal 650. comunque era così, battevi chiodo se avevi grano, altrimenti nisba: ma io non avevo di questi problemi, ero già sposato..."
"bravo pirla... cmq tu dici che sono cose cicliche, ed io confuto: l'interesse puramente fisico, l'affezione al soldo o al potere, la personalità spiccata sono sempre stati canoni di scelta, sebbene in misure differenti..."
"beh ma allora forse sei uno di memoria corta: ma ricordi che periodi infami? noi seduti sui gradini del bar, manco i soldi per una Ceres c'avevamo... belin, mi sembra di rivedere la tua faccia da Cristo sceso dalla croce, mentre arrivavi a tarda notte con quel catorcio di macchina sferragliante, dicendo <ero sui libri>... e noi alla sesta mano consecutiva di tresette, prima che Ermanno ci buttasse fuori a calci in culo, in quanto non consumavamo... ma ti ricordi o ti si è ammaloccato (nota 1) il cervello?"
"fosse per me tornerei indietro anche subito..."
"ma va', ma va'... tu non capisci proprio una favazza, con te non si può parlare... dai che devo correre, che c'ho il 54527 da fare...."
"allora alla prox, Gino, e buona vita!"
nota 1: è un termine che non esiste in italiano, si dice di "quando una cosa fa i grumi"...








Ieri sera guardavo il film sul Vajont, mandato in onda nonsoperchè ad un mese esatto dall'anniversario. Non sono mai stato in quei luoghi, troppo a nord-est per l'autonomia delle mie ruote, ma ne ho sentito parlare fin da bambino. Nei primi '70 l'eco della vicenda era ancora forte, per via dei processi ai responsabili, insieme alla coscienza che quella gente poteva e doveva salvarsi.