28/11/2005

motorshow

 

Gino.

Trentotto anni.

Ex buon terzino fluidificante di fascia sinistra, nella squadra del suo quartiere. Ed ex marito e padre più o meno premuroso.

Dopo la separazione è tornato a vivere con gli anziani genitori. Guadagna discretamente e potrebbe permettersi un affitto, ma paga ancora il mutuo al 50% della casa che ha dovuto lasciare alla moglie, che non lavora stabilmente ed ha ottenuto però l'affidamento del figlio. Inoltre deve dare una certa cifra mensile per gli alimenti.

Non è pentito di aver scelto di andarsene. D'altronde lei aveva una relazione da diversi anni. La cosa che lo fa andare fuori di testa, però, è che lei conviva ormai stabilmente col nuovo partner, nella casa che avevano comprato insieme. Questo lo manda in bestia. E un collega che glielo menava in maniera piuttosto pesante ha ricevuto pure un sonoro ceffone sul muso. Quindi Gino ha anche una denuncia che gli pende sul capo.

D'estate è parecchio mogio, ma in autunno, quando i genitori vanno a svernare 4 mesi nella casetta di Bordighera, lui riprende vigore e gioca a fare il single quarantenne a caccia di splendide avventure che non arrivano mai. Perchè in fondo non le vuole. Ed elabora teorie nichiliste sul genere femminile che io provo ogni qual volta a confutare. E' un breve racconto, ok, ma oggi il fondo di verità è palesemente implicito.

"ciao Gino, com'è? si tromba?"

"uno spasso: è come se mia madre mi avesse fatto senza belino...."

"ma come? e tutta la carne al fuoco che avevi? possibile che tu non riesca ad avere una vita soddisfacente... non sei nemmeno male, con la barbetta"

(toccandogli il sedere, in segno di affetto e reciproca stima...)

"vedi caro, io adesso potrei essere anche uno che prende della mussa... perchè ormai siamo nell'era in cui conta la personalità... ed io modestamente ne ho da vendere... ma non ho voglia dei soliti discorsi che fanno le donne... tutte uguali... perferisco affittarmi un puttanone, magari una volta ogni due settimane... me la porto a casa, le cucino, le faccio il bagno ben bene nella vasca così spurga un po', come le lumache... vedi, adesso sto facendo la formichina, prima del weekend de fuego..."

"vedo: in dieci minuti mi hai già scroccato un caffè, un grappino e tre siga... ad ogni modo, secondo me il tuo approccio è ugualmente difficoltoso."

"ma noi in fondo siamo sempre quelli del momento sbagliato. quando ero ragazzo se non assomigliavi ad Alain Delon, non ti cagava nessuno. dovevi attenerti ad un modello oggettivamente riconosciuto. se avevi il naso così, le gambe storte da calciatore o il labbro leporino, nisba... tempi di fame nera..."

"beh... dai... ma non è vero..."

"Come no: mi ricordo come fosse ieri. Poi è venuto il momento in cui tutti nella nostra cumpa si sono fidanzati... un po' per scelta e un po' anche per questione di status..."

"ok.. ma dimmi dove vuoi arrivare, altrimenti mi perdo..."

"aspetta: ti sei mai sentito dire <ti mollo perchè non mi dai sicurezza economica>?"

"no, <perchè non mi dai stabilità affettiva>, piuttosto..."

"come, Rex... ma se tu sei sempre stato un cubo di saccarina... ciò mi sorprende... cmq: erano tempi in cui qualsiasi cefalo che arrivava in Porsche e col rolex portato sul polsino della camicia faceva strage: le donne gli si affollavano intorno. contavano solo i soldi, il prestigio sociale."

"ah... infatti io avevo l'R4... e non è che fossero tempi floridi, sul piano dei rapporti interpersonali..."

"e io il centoventisei personal 650. comunque era così, battevi chiodo se avevi grano, altrimenti nisba: ma io non avevo di questi problemi, ero già sposato..."

"bravo pirla... cmq tu dici che sono cose cicliche, ed io confuto: l'interesse puramente fisico, l'affezione al soldo o al potere, la personalità spiccata sono sempre stati canoni di scelta, sebbene in misure differenti..."

"beh ma allora forse sei uno di memoria corta: ma ricordi che periodi infami? noi seduti sui gradini del bar, manco i soldi per una Ceres c'avevamo... belin, mi sembra di rivedere la tua faccia da Cristo sceso dalla croce, mentre arrivavi a tarda notte con quel catorcio di macchina sferragliante, dicendo <ero sui libri>... e noi alla sesta mano consecutiva di tresette, prima che Ermanno ci buttasse fuori a calci in culo, in quanto non consumavamo... ma ti ricordi o ti si è ammaloccato (nota 1) il cervello?"

"fosse per me tornerei indietro anche subito..."

"ma va', ma va'... tu non capisci proprio una favazza, con te non si può parlare... dai che devo correre, che c'ho il 54527 da fare...."

"allora alla prox, Gino, e buona vita!"

 

nota 1: è un termine che non esiste in italiano, si dice di "quando una cosa fa i grumi"...

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21/11/2005

cesso

Installando drivers sul pc....

Penso: ma quante belinate ha SP2... messaggi di pericolo, di errore, di privacy...

"sei sicuro di voler installare il software?"

"belin, ma ne sei proprio sicuro? guarda che potrebbe incasinarti tutta la madonna... dai, scegli Yes o Not"

"ok, fai il cazzo che vuoi, ma non venire a lamentarti con la Microsoft se ti si pianta tutto... io te l'ho detto... uomo avvisato..."

E mi viene in mente una vecchissima barza che mi raccontava mio padre da bimbo.

C'è uno che entra in un negozio di ferramenta, di quelli che tengono un po' di tutto, come ce n'era una volta nei vicoli.

"mi da due pile'"

"beh... dipende dalle pile... cosa ci deve fare con ste pile'"

"le metto nel mangiacassette, no?"

"beh, ci sono le torce, le mezze torce, le piatte, le stilo, quelle da calcolatrice...."

"guardi, menabelino, voglio quelle lì"

(intanto si va formando alle loro spalle una discreta coda di gente che sbuffa...)

"un attimo: ma la potenza?"

"come sarebbe a dire potenza..."

"4.5 volt oppure 6 volt oppure 9...."

dalla porta sul fondo entra un uomo trafelatissimo con un cesso in spalla, si fa largo tra la coda chiedendo gentilmente permesso.

giunto nei pressi del commesso posa il cesso sul bancone e grida:

"senta, l'altro ieri le ho portato le mutande, ieri le ho fatto vedere il culo, adesso me la da' la carta igienica???"

buona vita!

(... e non ridete troppo, è facoltativo...)

 

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21/11/2005

darsena2

Genova è a strati come le lasagne al forno, alla faccia di chi la definisce "verticale" e ci costruirebbe grattapeli da 200 metri....

Strato zero: quel che sta sul fondale, i resti dei moli romani. I cefali che vengono a "nastissare" intorno agli scafi ormeggiati.

Uno: il mare, quello di sempre, con sempre più rumenta a galleggiarci sopra.

Due: le barche. Alcune hanno cent'anni e si reggono per via delle fibre di legno a tenersi mano nella mano...

Tre: il muro della Darsena, ingombro di reti, scatole per le esche, secchi di ogni forma e colore, bidoni di nafta per i motori ed ogni sorta di diavoleria appesa.

Quattro: cio' che sta sopra: la passeggiata, i carretti per il pesce, i lampioncini, il parcheggio dei motorini e degli autoveicoli.

Cinque: il traffico veicolare a livello strada, sempre caotico a qualunque ora...

Sei: il traffico sospeso della Sopraelevata, idem.

Sette: le case di Via Gramsci, belle facciate del sette/ottocento a celare la Via Prè (strato nascosto)

Otto: quelle costruite più in alto,  seguendo l'orografia e guardando a sud coi loro occhi verde persiana.

Nove: la collina.

Lasagne pronte!

...mah... sarà il vento di oggi che mischia le idee...

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17/11/2005

cofferati

Giramento di belino mattutino di ex-comunista con cravatta intonata alla camicia?

O sottile e cinico metodo per stanare consensi nell'esigente Bologna ex-rossa?

(che tra l'altro si schiera in larga parte a suo favore... o così ci fanno intendere...)

No, non sono affatto d'accordo col Sergio...

Legalità vuol dire affrontare i problemi alla fonte, non colpire lo strato più debole della società.

E arrivare alla fonte è sempre difficoltoso, lo sappiamo bene tutti noi.

Però, a quelli che gli legano la croce al collo, che lo definiscono "sindaco fascista", sì, ho da dire qualcosa anche a loro:

Venite a stare da me una settimana.

Venite nel mio quartiere, a sentirvi minoranza nella città dove siete nati. daaai... venite...

Poi ne ridiscutiamo.

Perchè, pur rispettando l'onestà intellettuale di molti (e ci tengo a dirlo...) è facile riempirsi la bocca di sociale parandosi il culo con l'ideologia.

E voi che leggete? voi che ne pensate?

 

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10/11/2005

FabbrichediCareggine3Ieri sera guardavo il film sul Vajont, mandato in onda nonsoperchè ad un mese esatto dall'anniversario. Non sono mai stato in quei luoghi, troppo a nord-est per l'autonomia delle mie ruote, ma ne ho sentito parlare fin da bambino. Nei primi '70  l'eco della vicenda era ancora forte, per via dei processi ai responsabili, insieme alla coscienza che quella gente poteva e doveva salvarsi.

Il film, dicevo: nulla a che vedere con la splendida realizzazione teatrale di Marco Paolini, quella che una decina d'anni or sono ci tenne incollati alla tv per tre ore.

E nessuno, il mattino dopo, a lavoro, aveva voglia di parlare. Non bastano Auteuil o la Morante a far sentire calda nei cuori della gente una vicenda ormai semicancellata dall'imperante menefreghismo. Ci vogliono quelli coi controcazzi, i Paolini, appunto.

Tranne una scena nel finale, ben riuscita nella sua drammaticità: la massa d'acqua in arrivo soffia un vento rabbioso che spazza via tutto, nebulizza fango sulla gente atterrita e incredula. che capisce: ormai è tardi.

E questo è il dramma, massimo ed evitabile. Ma pensate a quelli di Fabbriche di Careggine (foto) andati a stare altrove, perchè sul paese la Selt-Valdarno ci ha fatto un lago artificiale. E le loro case sono ancora lì sotto, dal 1947. Poi ogni tanto vengono fuori, quando si svuota il bacino. L'ultima volta nel 94, ci sono andato di proposito, fingendo a me stesso di capitarci per caso.

Il silenzio che c'è in quella valle nuda ti riempie le orecchie di un ronzio sordo, che fatica ad andar via.

E intanto l'uomo continua a modificare la natura. E la natura continua a girargli i denti.

Prima, quando c'è il soldo, quando c'è il business, tutti ad accalcarsi come mosche su una merda.

Poi tutti a piangere e commemorare.... oggi come minimo cambierei pianeta....

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10/11/2005

Il ragazzo cresce e con lui le metodologie di devastazione sistematica dell'alloggio.

nella sua ottica "creativa" sono certo lui percepisca i suoi atti lesivi del patrimonio come un "tentativo di abbellimento".

1) sciroppo per la tosse (fuxia): fa finta di prenderlo, se ne fa una boccata eppoi lo nebulizza uniformemente su se stesso e sulle superfici a lui attigue, donando un caratteristico colore rosato e consistenza appiccicosa agli oggetti venuti a contatto del getto.

2) assunzione biscotti per via orale: ne sbocconcella un po', giunto alla metà ne grattuggia la rimanenza sulla griglia in metallo del subwoofer. il trito residuo, sminuzzato e calpestato a dovere, è pronto per essere seminato intorno. l'impianto stereo ringrazia sentitamente.

3) gatto: è avvenuta una sorta di emancipazione: lo limona direttamente senza alcun gesto preliminare. la bestiola è perplessa, ma sopporta stoicamente, fusando in maniera piuttosto timida.

4) nel suo stato evolutivo l'esserino ha raggiunto l'età del legno: imitazione di Fred Flinston con un grosso mestolo al posto della clava (arnese proditoriamente sottratto alla nonna che fa il sugo). se l'oggetto è oltremodo zozzo, 10 punti omaggio...

5) i coriandoli: il ragazzo manifesta una preoccupante intolleranza nei confronti della tradizione scritta. siano libri di fiabe, sia l'ultimo numero di "inmoto" o "gli indifferenti" di Moravia, la sorte è la stessa: coriandoli, da lanciare con ilarità per la casa, emettendo il verso del bufalo cafro inferocito.

ovviamente madonne a dismisura, ma pronunciate sottovoce.....

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03/11/2005

mollette

 

stamane volevo scrivere mille cose...

avevo in testa mille idee...

poi ho avuto una pessima notizia.

la scomparsa di una giovane frequentatrice di un forum kawasaki, al quale sono iscritto.

ho visto questa foto sul web, l'ho presa in prestito e ne menziono anche l'autore, Sergio Dolce.

mi ha fatto riflettere, spero che a lui non dispiaccia.

noi motociclisti siamo un po' come quelle mollette sul filo.

arriva uno, dà una zampata e ci fa girare a trottola

e fin qui tutto bene, esperienza che entra

quante volte sara' successo?

quante volte capitera' ancora?

poi arriva un altro e con una zampata piu' forte ci fa ruzzolare...

e allora addio sogni

e addio vita che scorre...

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