31/01/2006

foto manu 1

Ok, ormai il peggio è passato...

Ma dai, chi non avrebbe fatto il bagno in mezzo ad uno spettacolo simile?
In costume, con le chiappe sulla neve come in Islanda...
Il gusto dell "o' famo strano", del fuori stagione...
Poi ti volti e vedi i palazzi di Corso Italia... bellissimo...
Siamo o non siamo ancora i "duri e puri"???

(foto by La_Manu)

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31/01/2006

bagone

Iersera, a cena con amiche in procinto di trasferirsi nella City, abbiamo rievocato, as usual, tre lustri passati piu' o meno assieme, tra scazzi, risate e occhio languido bovino...
E non poteva mancare la serata dei "4 negroni", rievocata ancora una volta, ormai anche i muri la sanno, tranne i bloggers, ed a lei è dovuto il fatto che io non beva (più) superalcoolici.
(tranne ovviamente il "dito" di buona grappa dopo le cene più consistenti)

Aperitivo: tra un discorso e l'altro vanno giù 4 negroni, uniti ad un considerevole numero di fette di salame, tramezzini fatti a cubetti da un'entità normatrice sovrannaturale., stecche di verdurine in pinzimonio e diavolerie varie.
Ricordandomi di avere un domicilio fiscale, verso le 20 inforco la moto e viaggio a velocità sostenuta verso casa, la strada è bagnaticcia, quando, in via S. Benedetto, davanti alla comunità degli ex-tossici, uno fa inversione a U davanti al mio naso.
Riesco miracolosamente a inchiodare, suono, smadonno e costui tira su il dito medio e mi dice "suca".
Leggo benissimo il suo labiale, inequivocabilmente S.U.C.A.
La carogna dell'ubriacone grida vendetta atroce dall'interno del casco, così decido prontamente di sbattere su la prima e accelerare a manetta, come avevo visto fare da Capirossi, per fare un giro a 180°ed inseguire il sucòmane.
Invece il giro diventa un 360° completo, corredato da caduta di schiena, da fermo, a centro carreggiata.
Sospeso tra paura e sbronza, rimango lunghi attimi, forse minuti, sdraiato di schiena sulla linea di mezzeria di Via S.Benedetto, attorniato da un capannello di gente che mi osserva pietosamente, mentre muovo le zampette come un bagone, senza riuscire a parlare, nè a rialzarmi...
Poi mi rialzano, mi puliscono la schiena con alcune manate, rialzano la moto, mi ci posano sopra, dicendomi:
"va' a casa, va', che è meglio..."

beh, ci abbiamo riso su ancora una volta...

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28/01/2006

blog-n

Vago nel folto di fronde in delirio.....

lo so, questa foto non è granchè nitida.
ma quel giorno c'era un gran vento...
fasciava i versanti dell'Antola e ululava a valle, furioso.
il vento...
quello che ti scompiglia le idee, ti fa mangiare i capelli
ti fa camminare contropendenza spingendoti il sedere
gonfiando a vela il giubbotto...
in realtà vorrei fotografare, ma non sono capace
mi piacerebbe fissare ogni battito di ciglia.
beh... però a me questo "effetto vento" involontario
nonsoperchè, garba

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27/01/2006

sul blog di Macmouse si parlava di ambivalenza e debolezza delle parole che spesso spargiamo o vediamo sparse a larga mano, in contrapposizione alla forza dei fatti e degli atti tangibili, della "mano vera" e non pelosa che ti strappa via dal dirupo o ti stacca la bocca dal metanodotto.
quindi posto una cosa scritta nonsodavveroquanti anni fa, che è a tema...

 

vorrei vivere
di tutto e niente
non del lezzo di sudore
nè di mani unte dai calli
trascorrere il giorno
all’ombra del faggio
gironzolando con la cimice
tra le pieghe dei vostri vestiti,
spiare lenze sottili
ben tese in cortile
affollate di parole
impiccate, impigliate
ondeggianti al lieve libeccio
in singolare geometria,
sillabe che il sole
asciuga e sgela
dal fondo della gola.

per poi ritirarle la sera
metodicamente in salvo
dalla rugiada, appenderle
con mollette da fotografo
alla luce rossa dei ricordi
a trasudare la loro linfa
in tenui sfaccettature...
è notte, l’ora dei poeti
dei folli, dei solitari:
ne metto in tasca alcune
per darle all’altrui gusto
per sorprendere
tenerle per me, venderle...

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25/01/2006

"è quello che sai che ti uccide? o è quello che non sai a mentire alle mani, al cuore, ai reni....
lasciandoti fottere forte per spingere i presagi via dal cuore, su in testa, sopprimerli..."

ho un brano in testa, da nonsoquanto tempo, bello da leggere d'un fiato, pure senza il supporto sonoro.
inizia tenue, col pianoforte, quasi sussurrato, ma le parole sono appuntite, cattive, velenose.
la cosa che amo maggiormente nei testi di Manuel Agnelli è proprio questa: sono bastardi, non danno speranza, non ci si salva mai, anche se poi si torna a scorrere... ma non salvi, non al riparo, mai sottovento...
perchè si torna sempre a scorrere, anche quando si cade senza rete... strano, lo so, quando salti giù dal palazzo ed hai il cuore in gola.
non sembra vero, senza rete, senza filtri, la vita è scritta di getto e non puoi fermare le emozioni, scivolano veloci tra le falangi inutilmente serrate a pugno.
e non si comunica che attraverso piccoli segni, strofe mozze, parole soffocate, frasi tronche, grida afone...
potrebbero essere le solite quattro parole al vento, indifferenti, come le migliaia che soffiano fuori assieme al vapore dalla bocca, potrebbe essere un cd che viaggia nel lettore ormai da troppo tempo o una quasi sera dentro ad un abitacolo caldo, scendendo da Begato Nove, inutile astronave piantata in mezzo alle vallate genovesi
o una voce calda che fluttua nello sfacelo periferico, in cui le vite si intrecciano, quasi normalmente, quasi come in ogni angolo del mondo...
quasi come siamo fortunati a non esserci, a non dover esserci per forza, nostro malgrado, eh.....

ecco, al di la del supporto musicale, che a me garba, ma è un fatto oltremodo personale...
quell'uccidere una parte di se stesso, per sopravvivere, eliminare il male con parole a cuneo, ficcanti, che entrano dentro...
cancellarlo, renderlo invisibile a sguardi esterni, incollare qualcosa sopra, qualcosa di colorato, sperando che lui, là sotto, smetta di proliferare
poi, finito il decoupage, sorridere a metà tra il ghigno divertito e la paresi. Ecco, tutto ciò serve:

dopo, ma molto dopo, per essere in grado di cambiare strada. 

 

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18/01/2006

carmenKoRn

ieri guardavamo come al solito MTV, l'unico modo per tenerlo fermo e non appeso ai mobili come un geco...
passano i Korn, il cantante fa headbanging con quei capelli che sembrano pali: è una cosa che gli faccio sempre anch'io, perchè lo fa ridere di gusto...
lui punta il dito contro lo schermo e fa:  "...papà..."

"o belin teresa" penso io....

dopo un po' passano la Consoli. l'ultimo bacio. Gli dico: "bellina la Carmen, eh...."

lui guarda lo schermo e fa:  "...mamma..."

ora ditemi voi....

:-)

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18/01/2006

maze

Qualche tempo fa guardavo lo sci femminile in TV...
al traguardo il cameraman inquadra le faccine delle ragazze.
rimango colpito da questa tipa qui, assai carina...
poi guardo meglio... ma che cazzo c'ha scritto sulla fascia???
maddai... ora capisco come si trova il coraggio di lanciarsi a cento all'ora su due listelli di carbonio....
eh già... mica ci avevo pensato...

ad ogni modo sarei curioso di sapere cosa produce una ditta con quel nome: chi lo sa me lo comunichi, please!

(la foto è presa dal sito di Tina Maze)

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15/01/2006

incredibbolo, eh?

mimosa

 

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13/01/2006

v-max

Ieri notte ho guidato questo bestione da 280 chili e 1200 centimetri cubici, che però sembra leggero leggero....
non ho chiesto se era la versione "limitata" a 102 CV o la "full-power", cmq è bellissimo fare il tamarro per le vie di Genova con questo coso gigantesco che frulla sotto il sedere e ti strappa le mani dal manubrio in seconda o terza....
mentre il mio amico mi zigzagava attorno, sulla mia Z, che al confronto sembra una mountain bike...

uno spettacolo, davvero, amo tutte le moto e questa mi mancava...

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13/01/2006

A lavoro, due giorni fa, col Secolo XIX in mano:

"ferroviere uccide la moglie a coltellate: credeva lo tradisse col suo collega di lavoro"

Tutti a guardarci negli occhi. Chi sarà, chi non sarà, ne conosciamo alcuni in stato mentale un po' alterato, i soliti, quelli da cui ti aspetti il botto, prima o poi...
Ma che il botto non lo fanno mai, quasi la loro follia fosse un pretesto per sopravvivere. O per essere rispettati, in un ambiente dove spesso c'è qualcuno che brama calpestarti i piedi.

"lascilo perdere quello lì, mia.... è nescio e magari ti salta agli occhi..."

Il giorno successivo scopriamo chi è. Lo chiamavamo Nosferatu, per la sua faccia triste e un po' vampiresca. Uno silenzioso, educato, che si faceva gli affari suoi, e sembrava anche preparato dal punto di vista lavorativo. Uno da cui non ti saresti mai aspettato nulla di anormale. invece....
Poi scopro che un amico del Feld. abita nel suo palazzo e lo descrive come un folle scatenato, che faceva pedinare la moglie da un investigatore e che aveva già dato problemi ai condomini. Il compagno della figlia stava temporaneamente da loro per paura che facesse qualche belinata. Cose che, dall'esterno, uno non si sarebbe mai aspettato. Ok che sul lavoro, fondamentalmente, ti conosci poco: hai colleghi, molto raramente amici veri... ma un pelo la gente, anche solo dalle impressioni, riesci a decifrarla... o credi di farlo...
Infine, iersera, al telefono con mia madre, scopro che costui è suocero di un mio cugino e che i miei famigliari conoscevano bene quella coppia.
A me queste cose fanno pensare, mi lasciano una strana sensazione addosso... Genova avrà anche 700mila abitanti, ma mi sa che si incontrano sempre gli stessi, come a Beautiful. Se iniziano anche ad ammazzarsi tra di loro... sai che sballo.

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10/01/2006

r4

REX: scusi, mi si è rotto un piedino del divano, senza il quale esso è inutilizzabile...
OPERATRICE: ha conservato lo scontrino? i ns divani sono garantiti 5 anni....
R: si ma.... il mio ha 6 anni....
O: in tal caso non so che dirle, noi non abbiamo pezzi di ricambio per nessuno dei ns prodotti.
R: quindi rotto piedino=divano nella rumenta? è questo che vuole dirmi?
(maroni a turbina di sottofondo, tipo termoconvettore industriale)
O: si... beh se si reca all'"angolo delle occasioni" magari trova un piedino simile(!) da smontare e riutilizzare per ripristinare(!) il suo divano....
R: non ha un telefono, l'angolo delle occasioni?
O: no, noi rispondiamo da Milano, non è possibile contattare direttamente la sede di Genova, è la prassi...
R: varrebbe a dire , ad esempio, che se io sto a Rondanina(1) e ho un metro di neve in cortile, devo scendere fino a Genova per un cazzo di piedino (che difficilmente troverò) o, in alternativa, riposare su un divano inclinato???
O: .......
R: ma lo sa che un negozio senza ricambi non dovrebbe esistere per definizione?
O: ........
R: Buonasera, allora, e spero le cada una betulla sulla casa...
O: ........

IKEA: un negozio senza ricambi che, contrariamente a quanto possa far pensare la condivisibilità del mio corollario, esiste e prolifera tra noi utenti del prezzo politico.
Compri divano, paghi la metà di divano decente, ma sempre salato, per quello che ti danno.
Garantito 5 anni, programmato per durare 5 anni e un giorno... poi si rompe un piedino e getti il tutto nella spazzatura, non prima di essertelo camallato giù per le scale, sudando come un facocero...
intanto che smadonni sulll'insostituibile piedino, senza il quale il tuo divano è un ingestibile piano inclinato, noti che internamente è fatto con le cassette di legno che il besagnino getta nel bidone ogni sera prima di chiudere...
Allora pensi: "belin, questo divano sono in grado di farmelo da solo!"
Ah gia... pero sai, loro quando segano un abete ce ne piantano subito uno piccolino, per le norme sulla deforestazione, poi se l'acquisto non ti garba glielo porti indietro e loro ti dicono, in svedese: "bischero, o perchè un ti garba?" e tu spieghi: "per questo, questo e quest'altro motivo" e loro se lo ripigliano....
Poi fanno fabbricare i prodotti a Taiwan, in Cina, in Indonesia, in Mongolia, ma sempre con la certificazione che nessun ragazzo lavora lì prima di aver compiuto 14 anni e pallevarie sul lavoro minorile, pallevarie da dare in pasto ai babbei tra cui il sottoscritto....
Ci sono molte cose che sono state fatte una volta sola nella vita e già ci si pente, neh?
Ok.  Adesso sto andando da un demolitore per vedere se trovo il sedile posteriore di una vecchia R4, magari in skai rossiccio, che sta bene con le pareti ocra: ci saldo sotto due tubi, alla Mc Gyver, poi li fascio di gommapiuma per non squartare il parquet e non entrare in rotta di collisione col Feldmaresciallo e quello da allora in poi sarà il MIO divano.
E all'IKEA ci andrò solo in qualità di kamikaze, imbottito di letame a pressione e pronto a farmi esplodere...

CAZZOMERDA, come disse la Anna Falqui, che è d'origine svedese (forse)

(1) Rondanina è un paesino di cento abitanti posto così lontano che anche Richard Bach si ricrederebbe.....

(2) La foto è presa a prestito dal sito R4-Nederland.

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06/01/2006

luigi ghirri.

Stanotte ho fatto un sogno nel quale io e una donna sconosciuta viaggiavamo attraverso una pianura, anch'essa sconosciuta...
Lei guidava ed io parlavo, col muso appoggiato al finestrino, cullato dalle luci, dalle strisce sull'asfalto e dal nulla...
Guidava e mi osservava, ogni tanto, con spilli nello sguardo, mentre continuavo a parlare rapito, come in loop.

Fino a non molto tempo fa, detestavo la pianura.
Organismo estraneo alla mia esperienza di vita, foriero di noia e desolazione, per me che non ne avevo mai vista una...
O non l'avevo mai osservata col cuore. Oltrepassando Tortona, qualsiasi mezzo ronzasse sotto il mio sedere, il pensiero univoco era:
"...oddio cheppalle.... è tutto piatto...."
In Liguria non esistono pianure: per noi la Piana D'Albenga è già uno spazio enorme, in realtà misero fazzoletto rispetto all'enorme regno del costante, dell'immutabile.
O meglio, di un qualcosa che muta, ma con ritmi vitali di una lentezza imbarazzante...

Poi mi sono abituato a guardarla dall'alto, dalla casa in collina dei miei suoceri.
A vedermela sotto, la notte prima di addormentarmi, con le luci arancioni di chissaquali illuminazioni pubbliche, quelle biancastre di chissaquali centri abitati, lievemente ondeggianti al vento che tra i colli fa la voce grossa.
Quelle veloci di generici veicoli sulle strade a scorrimento, abitati da generici individui che fluttuano al di sotto del mio sguardo vorace...
Il tutto in un divenire costantemente più fioco, proporzionalmente alla distanza, fino a sfumare in nero, inghiottito dal buio.
Oppure la sua linearità sonnolenta e solita al mattino presto, appena alzato, degradante in grigio afono e sormontata dal profilo dentellato delle Alpi, già inondato di sole.
Un "effetto magico", luogo ideale dove svegliarsi e mettersi al lavoro o in viaggio, con l'esatta sensazione che nulla può nuocerti, nessuno arriverà fin lì a romperti il belino, e comunque non stamattina.

Sono uno strano ligure, che ama il mare quando è poco affollato e fuori stagione, adora rifugiarsi tra le colline del natìo entroterra, ma sa anche lasciarsi cullare dall'enormità della Padana, dalle scie di luci, dagli alberi tutti uguali, dai fili d'erba tutti analoghi, dalle strisce d'asfalto equipollenti, solcate da strisce di vernice equidistanti.....
Dai riflessi a colori pastello proiettati sulla faccia, attraverso i finestrini di un generico mezzo di trasporto...
O che entrano dalla visiera antisole del casco integrale.

(la foto è di Luigi Ghirri)

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05/01/2006

poco fa io e il mio bimbo guardavamo l'ultimo videoclip di Jovanotti su MTV.
(lui li adora, quello lì in particolar modo...)
pensavo a quanto mi piacerebbe mettere parole così belle in una filastrocca per bambini...
barattare il mio amuleto con una pistola, per il solo gusto di vederla affondare in un fiume
vivere in un mondo senza stragi a colazione ed attentati all'ora di cena...
poi mi guardo attorno e mi accorgo di essere un puntino...
anzi... siamo due puntini, uno più grande ed uno più piccino...
alla faccia dell'adimensionalità geometrica del punto.

"allora, fammi capire che tipo di uomo sei...
su, alzati, cammina
piano, non correre, devo poterti tenere sotto tiro..."

b.v.

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03/01/2006

A.I.C.unplugged

Questo CD gira da due giorni nel mio lettore.
E lo ha fatto spessissimo, negli ultimi dieci anni.
Potrebbe apparire deprimente, come colonna sonora d' inizio anno: gli A.I.C. sono stati i paladini dell'autodistruzione scientifica e normata, non meno di Nirvana o Joy Division e questo non è che il loro testamento artistico.
E non ha nemmeno la consueta forza dirompente di alcuni loro lavori in studio.
Non importa, mi ha sempre fatto sognare, riflettere, godere e rabbrividire allo stesso tempo.
Affascinato, in parole povere...
Le liriche rabbiose e cupe, laceranti e "no future", l'intreccio tra le chitarre (rigorosamente acustiche) e il basso potente e monocorde, sottofondo spettrale a questi tredici piccoli capolavori in musica.
E poi le due voci: quella rauca e potente dello scomparso Staley e quella melodica e suadente del vivo e vegeto Cantrell, che raggiungono l'apice nella lentissima e struggente Down In A Hole o nell'allucinato incedere di Angry Chair...
Diserzione dell'anima... desertificazione...

Mi capita di rinnegare ascolti del passato, considerare banali opere che hanno seguito passo passo la mia evoluzione.
Ma a volte no: in pratica finisco per ascoltare sempre la stessa roba, che ormai conosco a memoria.
Wish You Were Here dei Pink Floyd, Islands dei King Crimson, Permanent Waves dei Rush, Selling England dei Genesis oppure Thick as a Brick dei Jethro Tull sono solo alcuni esempi a caso. 
Per non parlare del live di Fabrizio de André con la P.F.M, credo del '79 o giù di lì...
C'è gente, là fuori, che ha colorato scenari di emozioni con parole e note, che ha proiettato scie di colori sulle pareti giallo-ocra della mia stanza semibuia.
Faber o Fossati lo sapevano fare bene, portare via la mente verso mondi originati dalla loro sensibilità artistica, rapire l'attenzione di chi ascolta, defocalizzarne i problemi esistenziali o i consueti piccoli ostacoli della quotidianita e scioglierli in aree vastissime e deregolate, dove ognuno puo' vedere e percepire cio' che gli aggrada. E che questo sia bastante.

"avrei desiderato volare, ma le mie ali mi sono state negate"

Le mie invece esistono, devo solo togliere un po' di rumenta che si è depositata sopra...

Buona Vita.

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