28/02/2006

si può guardare il buio?

appoggi la faccia al freddo del vetro facendo questa constatazione:
buio.....
è la quinta parola che hai imparato, dopo mamma, papà, pappa, acqua.
abbiamo generato un figlio dark?
ti piacciono i colori, la luce del sole, l'agitarsi del mare...
vedere sfrecciare macchine colorate e rumorose dal rifugio protetto del passeggino...
e urlare come un ossesso quando passa un cane o un gatto.
ma faresti lo stesso anche con un'iguana...
poi ti attacchi al vetro a guardare il buio, o a vedere la pioggia che scende in quelle giornate da meteopatico:
buio......
eppure ci sono mille luci da seguire, da riconoscere...
ed io che spesso non le vedo, che penso sia un maledetto buio qualunque...
ne avevo paura, sai... dormivo sempre con la lucina dell'abat-jour
perchè non mi sentivo sicuro se non potevo scrutare attorno.
poi ho imparato che il guardarsi attorno non è quel gran spettacolo...
che tutti ci diamo la faccia convenzionale, tenendo celata quella buia.
anche i poeti, i sognatori, i folli, anche loro sorridono a malincuore
loro che stanno ore ed ore ad ascoltare il silenzio
a respirare la calma, ad osservare attentamente un muro bianco perfettamente liscio
prima che la fantasia lo riempia di macchie di colore...
dai, facciamo un patto:
quando cresci mi insegni a guardare i buio?

anzi, non crescere, và......
che non serve a un cazzo.

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26/02/2006

In un crash di sistema può capitare di perdere buona parte dell'archivio fotografico.
Stessa sorte quando si tratta di trasferire migliaia di files da un pc "vecchio" ad uno "nuovo".
Soprattutto quando a farlo sono due teste che agiscono con due criteri differenti in due momenti diversi.
Stasera, quindi, non esiste la foto che vorrei mettere qui.
Ce l'ho perfettamente in testa, ma non la trovo più.
Semplice e spiacevole.
Raffigurava un gruppo di gente, presa un po' qua e un po' là.
Un gruppo come tanti altri, con tante testine dentro.
La particolarità stava nel fatto che in quel periodo si scrivevano pagine e pagine di vita che scorre, di tutto e niente.
Che ci si riusciva ad emozionare, che si trovavano energie per incontrarsi e scambiarsi impressioni ed esperienze.
No, Splinder non esisteva, sarebbe stato troppo facile.

E' passato un po' di tempo da quando ho aperto il blog.
Necessitavo di scrivere: avevo bisogno di rifuggire dal "dare una forma" ai miei scritti, cosa che facevo o mi toccava fare, ad esempio, su LDS.
Qui ci sono io.
E mi prendo la responsabilità di tutto.
Si capisce, non si capisce, non importa.
Sono qui, tra queste quattro righe, null'altro serve.
Oggi un sms mi riporta a quattro anni fa. Le facce le rivedo.
Eh sì...eravamo belli e sboroni, hai proprio ragione.
Poi il tempo passa, i ritmi accelerano, le energie latitano, le scuse proliferano.
In realtà non si smette mai di aver bisogno di qualcosa.
Non siamo semplicemente programmati per smettere di cercare, per cessare di confrontarci.
Ecco qui: stupida verità svelata per sommi capi.

Però può accadere che il raggio d'azione si riduca.
Privilegiare pochi rapporti, già solidi.
Fare progetti che ti portano altrove con la testa.
Averne le palle piene di tutto, troncare ogni contatto ed isolarsi.
O, in breve, evitare di cercare a vanvera per il mondo cose che potrebbero essere vicinissime, ma così difficili da riconoscere.
Ecco, stasera niente foto.
Poteva servirmi...
a vedere quanto fatto e quanto ancora da fare, quanto troncato e quanto lasciato andare, quanto consolidato e quanto nebulizzato e perso chissà dove.

Quante parole sparse a larga mano e svanite via, lontano lontano...........

buona vita a tutti, grazie Michele.


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20/02/2006

essere e avere
sotto una coperta, a fari spenti...
ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha cercato il bandolo della matassa.
quando ti danno il tempo per rifiatare... e a te rimane quello per pensare, riflettere...
che gli anni mai passano invano, che le aspettative di vita realizzabili hanno un senso
che è inutile scorticarsi il cervello, pigiare sull'acceleratore o sul tasto rew per rivedere gli errori, correggere le bozze, annullare gli spasimi....
che è meglio amare, sempre, in ogni istante, anche se è molto più facile e gratificante odiare...

semplice: a dirsi
molto vociare attorno parla di persone arrivate al capolinea, persone che decidono di prendere ognuno la propria strada, dopo tanti anni insieme.
e di nessun rifugio ambito e desiderabile dove tornare la notte, se non quello costituito da se stessi...
molto vociare per chi non si accontenta, non si ferma, dà nomi bizzarri e sbagliati alle proprie esigenze, mascherandole assai bene sotto condizioni esistenziali ineluttabili.
meglio scavarsi addosso, autofustigarsi...
meglio, già....
meglio che urlare ciò che esplode dentro, divora i giorni, mangia il futuro...

certe volte stacco la spina e guardo in giro
valuto, pondero, mi spremo il cervello...
è un atteggiamento molto soft, posso dare consigli, ma mai essere risolutivo, in alcun modo.
semplicemente non ci arrivo. la mia testa non arriva a capire le enormi complicazioni del vivere quotidiano
ma in fondo: chi può curarsi degli strali di un pagliaccio
fermo alla pensilina d'autobus
in un giorno di sciopero?

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19/02/2006

solo erba

 

Su un blog amico, qualche giorno fa, si è tenuta una sorta di conferenza sull'Aviaria e sulla Mucca Pazza.
(i blog dei fuori di mela me li scelgo bene...)
Anche se con un po' di ritardo, sono riuscito a trovare la vignetta di Vauro di cui parlavo:
A Sampierdarena tutti la ricordano: era appesa nelle macellerie....

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19/02/2006

curling

Ogni mattina accendo la tele e vedo lui: il Curling.
Il bello delle Olimpiadi è che ti portano a casa sport nuovi, che prima non conoscevi.
Questo è in effetti un po' noioso, ma dopo qualche ora ti impalla il cervello e non ne puoi più fare a meno.
Allora: c'è un folle che lancia una pentola a pressione piena di borlotti lessati lungo una pista ghiacciata.
Subito dopo entrano in gioco due altri folli, muniti di normali scope da casa, che ramazzano come tarantolati davanti alla pentola semovente.
Questo perchè altrimenti il calore dei borlotti scioglierebbe il ghiaccio e lei si pianterebbe, non raggiungendo il simbolo della Royal Air Force pitturato a fondo pista.
Non ci sono regole di gioco: c'è un giudice che dà le sue valutazioni ai tiri, motivandole.

"Sergej, bel tiro, complimenti, ti dò 6 punti"
"Wolfgang, ti vedo mollo oggi, puoi fare di più: 3 punti"
"Ludmilla, sarai anche una bella patata, ma è meglio che ti alleni coi tegamini: 0 punti"

oppure applica alla lettera un regolamento che si crea lui, sul momento:

"Parodi, quella è una scopa, non una Fender Stratocaster! Vedi, sai qual'è il tuo problema? Tu ti alleni troppo e scopi poco... squalificato!"

All'inizio della pista c'è un omaccione del Comitato Olimpico, con un pentolone di fagioli e un mestolo standard, che si occupa del riempimento dei recipienti.
Nel frattempo il pubblico urla e smadonna, bevendo ettolitri di Gewurztraminer e sacconandosi a vicenda, alla facciaccia dello spirito olimpico.
Raggiunto il massimo dell'impallamento e con gli occhi a spirali concentriche, decido di passare all'azione: casa mia ha un corridoio di 15 metri, sul quale affacciano tutte le stanze: convinco il Feldmaresciallo a dare due belle mani di cera, per renderlo bello scorrevole...
Poi ungo il culo della pentola a pressione con l'olio di scarto di una scatoletta di tonno.
Il contenuto lo dò a Silvano, che deve tenersi in forze.
Non avendo legumi in casa, metto dentro del purè... speriamo che funzioni...
In fondo al corridoio, davanti alla porta del cesso, pitturo con l'aerografo un simbolo della R.A.F.
Ecco... sono pronto al lancio...via!
La pentola scorre bene, anche grazie al fatto che il pavimento di casa mia è in leggera pendenza, Silvano, davanti, si dà da fare con le zampette, come gli ho insegnato, sottoponendolo a lunghe sedute televisive...
Tutti sono esterrefatti dal mio gesto atletico e perdonano l'impiastricciamento della casa.
Sentendo un gran casino provenire dall'alloggio, scendono i vicini, che generalmente la domenica non fanno un cazzo, e vengono a vedere l'evento.
Li faccio accomodare in cucina, tiro il collo a 5/6 bocce di barbera, traggo dalla dispensa un Sant'Olcese da 5 chili e una formaggetta di capra.
Mentre gozzovigliano e intrattengono il pupo, intrattenuti a loro volta dal Feldmaresciallo in alta uniforme, appuntano sulla lavagnetta i punteggi ai miei lanci.

ogni 6 tiri Silvano ha diritto ad una fetta di salame e un sorso di vino....

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14/02/2006

Marco…

 

Quello che arriva da dietro…

quando meno te lo aspetti

te lo trovi a schizzarti innanzi

Dopo un minuto è già svanito via:

eri al massimo, ma lui ne ha di più

un fascio di nervi

con quella testa piccola e lucida, incassata fra le spalle

enormi le orecchie, quasi perpendicolari al suolo

posizione d’attacco

d’attacco alla vita

certo: è di vita che parlo, anche se sembra un’offesa…

di vita che si sprigiona…

Pantani il buono,

Pantani il “bombato”

bombato fra bombati

fidanzate danesi

pubblicità di automobili

più quello che non racconterò…

e che nessuno racconterà…

rimango qui

col muso piatto

incollato al video

e penso ad uno con una faccia così

vestito di giallo

lui scappa e vola, nessuno lo ferma,

non agli steroidi

non all’ematocrito…

stasera tutti gozzovigliano, finti

chi fa l’amore, chi sta all’angolo

chi ride sguaiatamente

chi sorride:

 

uno di noi va via, silente, come  era arrivato.

(scritto due anni fa, subito dopo aver appreso la notizia.)

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14/02/2006

...SAN VALENTINO: UN SANTO CHE MI STA SUL BELINO....

(e voi perdonatemi almeno la rima...)

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10/02/2006

animaletti

incredibile...
sono riuscito a beccarli senza dover ricorrere alla freccetta col sonnifero. Quei due lì non stanno mai fermi, sono un'associazione di disagi all'utenza...
la foto è venuta un po' alla "pene di segugio" ma è simpatica, no?

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02/02/2006

sh


Giovedì mattina nevica forte ed io, dovendo fare commissioni improrogabilmente urgenti, monto sul Feldskooter e mi reco in centro.
Parcheggio, tutto ok, niente vigili (patiscono le intemperie...), poi faccio il dovuto "giro dei misci".
Torno e il plasticone non parte. Parlo con lui, gli chiedo gentilmente dove ha la bua e poi più impazientemente gli domando perchè fa lo stronzo.
Niente.
Lo imploro di riportarmi almeno a O'Queen, confidandogli che sto seccando dal freddo e forse morirò congelato. Ancora niente.
Plink! lampadina si accende nel mio testone: e se, essendo quasi finita la benza, il carburatore avesse pescato la tipica "craccia" che si forma a fondo serbatoio?
Beh, tanto vale provare: lo spingo al distributore e ci sbatto dentro 6 eurini di verde. Niente: scoppietta e sfiamma, ma nulla di nulla.
Al quinto tentativo finisce anche la batteria (sic) sicchè lo spingo da Pino u'meccanicu.
Costui mi vede, aggrotta le sopracciglia come avesse scorto un fantasma formaggino, poi mi dice:
"Eh si che oggi con questo tempo del belino io sto aperto per te che sei bello, mia... tra 5 minuti viene mia moglie a prendermi con la Gip e se vedemmu lunedì"
"Bene, lo lascio qui fuori, toh le chiavi e ci vediamo."

(tralascio il percorso a ritroso a piedi in 20 cm di neve, mi sembrava d'essere Messner)

Lunedì arrivo alla buon'ora, entro e Pino mi dice, con fare ammonitore:
"Complmenti per l'ottima manutenzione: candela fulminata, batteria a terra, gomme a 0.5 bar (sgonfissime) e niente olio motore"
"Come olio motore: sono a 14000, dovevo fare il tagliando a 12000 quindi sono quasi in regola"
"Peccato che nella vaschetta olio non ce n'era: ho abbattuto il motorino e ne è uscito un ragno che mi ha detto CAZZO VUOI!"
torno su ed ammonisco il Feld per il cattivo mantenimento in efficienza del mezzo, ma lei si schermisce, mostrandomi un editto da lei stessa emanato, recitante che "ero comandato ad occuparmi di ogni mezzo a motore presente in famiglia, dotato di qualsivoglia numero di ruote"

ok, non fa una grinza, solo che a volte mi chiedo il perchè di tante cose... e non lo trovo.

 

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