E' l'una di notte.
Mohamed, come da regolamento, chiude il bar.
Lui e il suo socio fanno le pulizie, io li aspetto fuori, fumando l'ultima sigaretta, per poi fare un giro notturno a moto invertite. Adoro guidare la sua Yamaha.
Lavano i banconi, sistemano le bottiglie e la macchina per il caffè, spengono le luci.
Smontano il "dehor", mettono sedie, tavolini e ombrelloni nel magazzino.
Poi lui esce con la scopa in mano a spazzare le cicche.
Passa un giovane tossico e si mette in un angolo a guardarlo.
Lui scopa, imperterrito. L'altro prende ad insultarlo:
-scopa, negro di merda, scopa, che quello è il tuo posto.... devi scopare e stare zitto....-
Mohamed gli si avvicina, chiedendo perchè di quelle parole e spiegandogli che quello è il suo bar, lui sta lavorando e deve esser lasciato lavorare in pace. E l'altro:
-io sono nato qui, vivo qui da trent'anni, devi andartene e stare ben zitto, altrimenti ti ammazzo, ti brucio il locale... sono uscito ieri di galera e qui le cose devono cambiare..._
La pantomima va avanti per una mezz'ora circa, il tossico lo spinge, gli mette l'indice sulla faccia, Mohamed è esperto di arti marziali, gli basterebbero pochi secondi per ridurlo ad un inutile grumo di nervi sanguinolento. Sebbene avesse una lama, riuscirebbe a disarmarlo. E se tenesse un ferro in tasca lo avrebbe già mostrato per fare scena, li conosciamo bene quelli lì.
Ma il "negro" ingoia, non gli fa niente, finisce di scopare poi butta un secchio d'acqua a terra per far defluire eventuale sporcizia.
E' un ragazzo ordinato, lui.
E sa aver rispetto per gli altri.
Quell'altro, però, gli sta a due centimetri, non demorde.
Io e il socio siamo lì, a pochi metri. Tengo ben saldi in mano i 1450 grammi del casco integrale: qualora si avvicinasse troppo, non esiterei a darglielo sul muso.
Ci tengo ad arrivare a casa intero.
Ma il tossico non ci caga minimamente, lui ce l'ha solo col "negro", che tra l'altro, dei tre, è il più pericoloso per la sua salute.
Ad un tratto si stufa e va via, prendendo a calci i bidoni dell'immondizia e continuando ad imprecare e a parlare da solo.
Mohamed tira giù la serranda. Poi mi dice:
-stasera niente giro in moto, vado a dormire, di centro storico per oggi ne ho abbastanza_