belin...
essere tristi a 30 anni, capisci...
alla tele c'è mai dire stafava, con la Gialappa's...
è il 1996 e io guardo ancora le reti Fininvest.
poi, tra qualche anno, cesserò di guardarle...
ma stasera me la meno, giuro, non sopporto la tv accesa, mi girano proprio le palle.
quasi quasi prendo il telefono e sento un po' Vincenzo.
tanto con uno scatto da 200 lire possiamo parlare tutta la sera...
stac-frrrrrrr
stac-frr
stac-frrrrrrrrrr
stac-frrr
stac-frrrr
stac-frrrrrrrr
(non c'è il prefisso, nelle urbane...)
- Vince!
- Ou
- Belin, cazzofai?
- Guardavo la Giallappass, su Itaglia Gunu
- Ah, ankio, poi mi sono rotto il belino.
- Che c'hai, guagliò, tieni 'na voce...
- Niente è che è un periodo così, non sto bene, non ho energie, un casino di cose da fare e poca voglia di farle...
- Nicò, nun mi ripetere, iersera mi hai fatto du' balle
(Vincenzo chiama tutti Nicò oppure Rafèl indipendente dal loro nome di battesimo)
- Lo so, perdonami, va così.
- Ma se pigli quella cazzo di vespa e vieni giù, tiro fuori due melanzane sottolio, due diavulieddi piccantissimi e ti rimetto a posto io... poi c'ho soppressata, capicoll' e il vino di mio padre, due taniche da 10 ne ho.... e dopo ci mangiamo lu 'mmulunu, che così ci passa tutto...
- Belin, poi arrivo sempre sverso a casa. I lampascioni li hai?
- Minghia sto ppieno 'è lambasciòn' e ttu sì svers'e'natura....
- Arrivo.
scarpe....siga...CLANG (le chiavi)...il casco...
gniiiiik-sbaam
clik clock clik clock clic clock click clock
(sto a piano strada, 5 passi di androne dividono le mie chiappe dalla sella in skai tinta cacca della vespa)
click-ftoong....ftoooong...ftoooooong (pedivella di mmérda...)
prpttppppprpptttpprpppptttpppprptttppp......
fumo di miscela incombusta in aria. ma si parte sempre.
Salita S. Maria, Corso Magenta, Via Bertani, Piazza Corvetto, Via Serra, Via De Amicis, Brignole, Via Brigate Partigiane, Via Cecchi... 10 minuti... fai 12.
prtppppppp(click)mmmmmmm
gniiik-sbaam (cavalletto di mmérda...)
click
driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnn
(parcheggio sul marciapiede, attaccato ai citofoni, per non sbattermi)
- Ou!
- Bicè sugnu viu!
- Sali....
clik clock.....click clock (androne lunghissimo) stung!
il pulsante della chiamata ascensore emette un rumore sordo, come una specie di detonatore. è un montacarichi vecchissimo, tutto in legno e coi vetri a vista, tipico dei vecchi palazzi eleganti della Foce.
tralascio i sette piani di viaggio, nei quali in genere mi specchio, guardo se ho punti neri sul naso o brigole giganti e sistemo i capelli, anche se non devo incontrare una bella patata.
- Ciao, Nicò
abbracci e baci, anche se ci siamo visti ieri sera.
quattro ore a mangiare, bere, fumare, ruttare e parlare, di cose pesissime o divertenti, senza maschere e con la stessa nonchalanche.
e se si fanno le 4 pazienza. domattina al lavoro palpebre incollate. e nessun sms a chiedere "come stai", nessun contatto di msn che trilla se ti imbamboli nella conversazione.
Torniamo al '96??
[post dedicato al Manzo Calabro, anche se mai lo leggerà]




