27/02/2007
Invade tutto
Forma sostanza narici a imbuto
Viene rabbioso a coprire i piedi nudi
Rabbioso fumiga di sali
Un pescatore con canna poggiata su treppiede
Un altro in equilibrio precario su uno scoglio
Lancia recupera scivola in una strana danza
Sagoma contro il sole che lo fulmina di giallo orizzonte
E dietro le spalle lo squadrato bisonte del Gaslini
Faccia sbiadita che sa di giallo attesa
Vorrei avere mani grandi chilometri quadrati, per contenerli tutti
Tenerli tra le rughe, che stiano seduti comodi
Invece le ho piccole e scheggiate dalla tramontana
Solo il naso ho gigante
Due anziane signore fumano in genovese
Gettano lontano cicche ornate di rossetto inutile
Onda e cadenza, ritmi si inseguono
Navi passano vanno vengono eleganti veloci
Austere girano il muso sagomato verso il canale del porto
Gente che va e viene mi sfila davanti e non mi accorgo
Sto al sole. Signora ancor giovane e piacente si assopisce
Rilassa i muscoli, mostra il ventre che pingue si solleva al respiro
Fa un rivolo di bava. Vorrei dirglielo ma chissenefrega
Mi fa compassione il libro di Camilleri stretto tra le gambe
a custodire chissaquale tesoro, borsa stretta nella mano
Chiavi della moto strette nella mia
Un qualunque giorno di febbraio, sulla spiaggia di Sturla
Mi alzo
Sono felice.
 
Stretto, giallo e rabbioso, vado e vengo
[on air: Oltre le scogliere - La Rosa Tatuata]
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19/02/2007

certe volte gli farei un mazzo tanto, ma mi tocca star calmo, mantenere il self control...
e lasciarmi anche aggredire dal polpo arancione... che poi chi l'ha mai visto un polpo arancione=? secondo me tra gli umani girano sostanzine....
(è dura la vita, altro che musse...)

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15/02/2007

riflettevo stasera su alcuni accadimenti, oggetto di audience più che di approfondimento, che stigmatizzano il goffo annaspare di una società al declino. in ordine sparso:
Ammazzare per un pallone e poi rincarare la dose. piramide di impuniti, di cui la legge blinda solo il vertice alto. chiudere i campionati per un anno, bisognerebbe. invece si starnazza un po', poi gli interessi prevalgono e si va avanti, con correttivi parziali. serve a un cazzo.
Polemizzare sui patti di solidarietà e sul rifiuto dell'accanimento terapeutico, senza un vero confronto ma con prese di posizioni assolute, a volte anacronistice e totalmente fuori luogo. l'ingerenza della chiesa in ogni anfratto della politica italiana, come se tutti passassero la vita a filtrare ogni loro comportamento secondo la morale cristiana. anche chi pontifica dalle tv e dalle testate giornalistiche. e magari a casa fa il contrario. questo a me da un fastidio atroce. e me lo darebbe anche se fossi credente. pensa a chi spianerebbe le chiese e ci farebbe campi di maria...
Ampliare basi USA sul nostro territorio, governanti proni, sensazione di essere solo una stupida colonia. penso al Cermis e mi viene da ridere, nel guardare le facce di cazzo ai dibattiti politici. tutti a discutere di fumo, omettendo gli accadimenti veri, come se la storia la si potesse fare e disfare a seconda dello schieramento. ma il mio è un ridere tanto, tanto amaro. a me piacerebbe vederle smantellate una ad una, altro che allargarle. a quanti danno lavoro e benessere? e quanti sono, se paragonati alla massa di precari sottopagati che non dispongono di un futuro programmabile?
le nuove br. armata brancaleone scientificamente organizzata. quando imbracci un fucile è sancita la non possibilità di dialogo, il non ritorno. era ovvio che prima o poi sarebbe accaduto. ma quella frase non era già stata detta da qualcun altro, vestito di verde? solo che questi qui lo imbracciano per davvero: arrestati oggi, che il governo è preso per i capelli e deve darsi un vestito credibile, inchiodati da quelle toghe che fino a ieri erano rosse, oggi sono benemerite. sgomento, ma anche rabbia. perchè non dobbiamo fare caroselli con le trombette urlando "belin, li abbiamo arrestati, non siamo più in pericolo". dobbiamo interrogarci. io mi interrogo. e gli altri?
e infine: il macabro balletto sulle Foibe ed incidenti diplomatici annessi. e l'altro balletto, macabro sotto altri aspetti, sui militari in Afghanistan. io voto Pino che mi promette di farli tornare a casa, poi Pino mi dice "belin, sai, ho cambiato idea e ce li tengo fino al 2011". missione militare di pace, ponti pozzi e strade ricostruite, bellissimo. la soluzione è una: a casa e basta.

sono solo pensieri random, lo so, meriterebbero un coscienzioso approfondimento, magari a voce e non certo su una insulsa di pagina gratuita di una piattaforma. qui li butto giù abbozzati e passerò per semplicistico, a casa mia potremmo parlarne tutta la notte. intanto stasera non ci dormo. e mi tornano in mente le parole del Maestro, appena giunto dall'India e sorpreso positivamente da una società giovane, viva, in rapido sviluppo. lui dice che siamo al lumicino, vecchi e con poca voglia di rinnovamento. e ha ragione.
noi qui ci abbiamo anche messo un figlio. ci penso ogni giorno. mi sforzo di essere ottimista ma mi viene il vomito.

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12/02/2007

cammino sulla spiaggia di sera, inseguito da un cielo basso e vorace...
una stellata urlante, spazzata dalla tramontana.
schiuma bianca arriva a lambire le mie scarpe spugnose, aria secca fa colare il naso e spara via i capelli radunandoli a grumi, mentre cerco di seguire la musica che gira nel lettore...
sigarette veloci, se le fuma il vento, mi si sbriciolano in mano come a volte le cose, lo stato stesso delle cose, penso a come tutto può sbriciolarsi o esplodere in un momento in mille e mille granelli grigi ed equipollenti...
ma come anche può ricomporsi all'improvviso, sorridere di scherno e dire:
- non te l'aspettavi, vero?
- certo che no, non mi aspettavo, non mi aspetto e non mi aspetterò mai qualcosa, perchè voglio andare secondo il mio passo e solo fin dove arrivano le mie energie.
se mi offri una mano, piuttosto torno indietro, anche se sono al novantanovesimo muro...
manca poco, oramai...
sembra lentissimo il mio goffo incedere, imbrigliato dalla mano collosa della sabbia, mentre questo cielo, veloce tappeto di punti luminosi, tende a raggiungermi, a cadermi addosso frantumandomi le ossa.
oltrepasso il voltino della ferrovia, al di là c'è l'Aurelia...
un paio di puttane al lavoro, sotto la tettoia della fermata bus.
e un paio dall'altro lato, illuminate di striscio dai veicoli e dalle luci di un distributore.
chissà se anche loro vedono il cielo o l'hanno mai visto anche una volta sola.
o se, in fondo in fondo, se ne fottono.
e guardano le cose sbriciolarsi nelle mani...
esplodere poi ricomporsi
sorridere poi fremere
svanire.

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01/02/2007

grandi spazi 3'c'è la nebbia e il suo biancore...
c'è un ubriaco da sorreggere...
Io vorrei solo scoprire
se anche tu hai delle colpe
che non puoi eludere'

sentirmi parte di un gioco più grande:
tutta la vita a cercare un punto in alto, per guardare giù
guardare gli altri
guardare voi
osservarvi scorrere, indaffarati in mille faccende
e tutto ciò per sentire.
sentirmi
parte
di qualcosa
un vortice di vita frenetica ovattata dal silenzio
un turbinare continuo, che mai si placa 
divora e sputa via
dentro e fuori
sto osservando un pezzo di cielo fermo, oltre le vostre teste
leggero e impassibile
percepire spazi, estendere l'occhio...
le notti più belle, quelle in cui adoro stare aggrappato ad un velo
come se tutto ciò fosse sempre esistito.
o prima d'ora non ci fosse mai stato nulla
materializzandosi in un semplice battito di ciglia.
sensazioni passate, ricordi marginali
riportati allo stomaco con vigore

poi soffiati via dal vento, in un attimo.

tornare a casa.

[on air: Notte - Marlene kuntz]

 

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