26/05/2007

temporale forte, tarda notte o mattina presto...
occhi impastati di sonno, fuori la finestra il tutto che si concretizza devastante, migliaia le sensazioni  che invadono la mente, il profumo, i colori in strane tonalità di grigio cenere, gli odori pungenti d'erba maciullata, foglie strappate, terra disciolta in rivoli rossicci.
trascina, strepita, urla, lui: fuori. dentro io immobile e silente, accosto al vetro.
consapevole, attento a immagazzinare il momento.
quella sensazione di cogliere le sfumature, di sensi attenti, recettivi, affamati, quella cosa che rende tutto "pieno" anche se si è immobili in perfetto silenzio, che carica tutto di significati,  variazioni, accostamenti...
ecco, è quello che conta.
e, quando tutto finisce, quando torno alle mie cose usuali, quando l'ira degli elementi si attenua, lasciando solo una scia di profumo, il vuoto restante rimbomba ai timpani.
guardo fuori, aria piatta, una calma sinistra e soffocante, solitudine.
foglie tritate da spazzare via.

[on air: Nutshell - Alice In Chains]

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20/05/2007

in ordine alfabetico e con breve motivazione.

- ac-dc: "walk all over you" - salire sulla moto, girare la manopola del gas e perdersi all'orizzonte.

- afterhours: "strategie" - scopami tra fiori urlanti, strategie e insetti malvagi da scacciare, maledire...

- alice in chains: "down in a hole" - per tutte le volte in cui vorrei volare ma le mie ali mi sono negate.

- area: "l'elefante bianco" - per quando vorrei imparare a leggere le cose che mi circondano fino a capirne la realtà.

- black sabbath: "the wizard" - hard blues con tanto di armonica. un brano lineare e complesso allo stesso tempo. a vent'anni Ozzy c'aveva anche la voce...

- C.S.I.: "cupe vampe" - sinfonia distorta e allucinata di guerra, storia, libri, tradizioni. dopo ti senti anche un po' un bersaglio mobile. potenza evocativa.

- counting crows: "colorblind" - a volte quattro parole e tre accordi bastano.

- dream theater: "wait for sleep"  - grandiosa, soprattutto in versione acustica.

- elettrojoyce: "balena" - per quando vorrei mettermi in tasca un opinel svizzero, un foglio, una penna e partire davvero.

- estra: "nordest cowboy" - brano cattivissimo sul ricco e occupato nordest. con Vinicio Capossela.

- fabrizio de andré + PFM: "amico fragile" - il miglior brano mai composto in lingua italiana. feroce, geniale, disilluso, arrangiato dalla PFM diventa "rock".

- jethro tull: "wond'ring aloud" - perchè è solo il modo di concederti che fa di te quello che sei...

- joe jackson: "stepping out" - viaggiare in macchina di notte in una metropoli, appena dopo un acquazzone, annusare l'odore di asfalto bagnato, guardando le bagasce ai lati della strada...

- king crimson: "islands" - undici minuti di vagheggiamento puro, da lasciarsi cullare. capolavoro assoluto.

- litfiba: "istanbul" - brano ormai antico, ma contenente una sinistra premonizione.

- lou reed: "perfect day" - lo adoravo da ragazzo. con Trainspotting mi ha scavato dentro.

- lynyrd skynyrd band: "simple man" - da dedicare a un figlio. sii un uomo semplice, sii qualcosa che ami e comprendi.

- marlene kuntz: "come stavamo ieri" - per i danni causati da vuoti d'anima, quando devasto gli argini del mio scorrere e non trovo più la strada.

- modena city ramblers: "lettera dal fronte" - scrivere dell'inutilità e dell'assurdità di ogni tipo di guerra a volte può essere fatto con garbo, misura, senza risultare patetico o prestarsi a sterili demagogie.

- pink floyd: "time" - capolavoro assoluto. spegnere le luci, alzare il volume, sdraiarsi, togliersi i calzini e viaggiare con la mente. qualcosa da fumare aiuta.

- rush: "natural science" - tra i miei preferiti. voce acuminata, basso energico, batteria in elaborati tempi dispari e chitarra che tende ad andare per i cazzi suoi. cocktail coinvolgente e sinuoso.

- smashing pumpkins: "bullet with butterfly wings" - nonostante la mia rabbia sono solo un topo in gabbia...

- timoria: "la cura giusta" - ....per non guarire mai: il carcere. adoro questo vecchio brano. molto prima di Ambra e della Casalegno. la patata rovina i cantanti?

- tool: "reflection" - altri undici minuti di tecnica sopraffina in un crescendo dirompente. guai a chi dice che è monotono.

- u2: "the unforgettable fire" - brano immortale. voce immensa e idee geniali, della tecnica approssimativa ce ne sbattiamo il belino.

- yo yo mundi: "in novembre" - mi commuove il ricordo dell'alluvione del Tanaro, mi spaventa e affascina la forza della natura. uno dei molti loro brani notevoli.

faticaccia....

 

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16/05/2007

quando uno va via, perchè lo fa?
quando uno vede che i suoi sforzi per far girare le cose in maniera perlomeno lineare sono vani, perchè va via, anzichè continuare a lottare con le unghie e coi denti (e anche con un briciolo di intelletto, quando gli riesce)?
perchè prova a star meglio, altrove, e abbandona la barca?
secondo voi è etico sbroccare e svoltare, senza estrarre le terga dalle braghe, semplicemente cambiando aria?
e coloro che gliene danno la possibilità, che valutano i suoi sfoghi e le sue conclamate incompatibilità, sono consci di cosa significa avere il formicolio alle mani incrociando certi figuri, sono consci del cosa voglia dire tornare a casa la sera coi maroni che girano come le ventole della Benelli Tornado in un ingorgo di traffico?
certo, non tutto è da buttare. spesso sono pochi marinai che corrodono la nave. se si concentrano spazialmente tutti in un punto e nel medesimo istante la colano a picco in maniera repentina e inesorabile.
non potrò portarmi dietro Gandalf il Grigio, il Genoano Marcio e le sue teorie sociali, il Compagno e i suoi fidi scudieri Snowman e Minosevic, la Venere Nasodotata e il Lupacchiotto, i due Zii, Normale e Funky e il loro stralunato nipote.
non vedrò più il Finanziere e i suoi soci Drogbà e Goodmaster, il Gian con la sua sofferta barbetta da poeta francese e il Distributore di Verga... e nemmeno ascolterò i comizi elettorali in stretto slang meridionale del Cane Da Patata.
non mi fermerò più a parlare con Naso Di Fata, con la sua capigliatura lavata con l'idropulitrice e asciugata alla tramontana, e non frequenterò più il clan dei Meccanici Piemontesi.
e molti molti altri cesseranno di passarmi davanti, mentre litigo col PC seduto sulla mia poltroncina traballante....
ma c'è del buono: nemmeno quelli che mi si posizionano sullo scroto vedrò più.
andrò a stare meglio, altrove.
forse.
avrò un ruolo più defilato, in un posto meno di "prima linea", perderò qualche euro e acquisterò qualche neurone.

 

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12/05/2007

- allora c'è due mooostli.
- ah, due?
- sì: c'è il mooostlo glosso e il mostlo piccolo.
- e cosa fanno, sti due?
- mostlo gloosso è blu e non si toglie mai il casco... poi si mete i guanti e va in moto, il mostlo glooosso...
- ah, e l'altro?
- mostlo piccolo è blavo mooostlo... mostlo piiccolo non mangia Giulio, mangia latte e celeali e anche il polpettone...
- e dove li hai visti sti mostri?
- io non conosco i mostli però li ho visti.
- ah però sono bravi mostri che si nutrono di cereali quindi non devi aver paura...
- no, Giulio non ha paura.

(ok, e adesso speriamo gli passino gli incubi notturni, che qui abbiamo taaanto sonno arretrato...)

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11/05/2007

fumogenocome qualcuno di mia conoscenza usa l'esclamazione 'duce porco' così io, se sono davvero incazzato, utilizzo il vocabolo 'fascista' come metodo per esternare la mia carogna.
qualche giorno fa, mentre portavo il ragazzo all'asilo in motorino, mi sbuca da una stradina secondaria un SUV enorme, non rispettando lo stop, il cui conducente (che avrà avuto vent'anni meno di me) conversava beatamente al cellulare.
riuscito miracolosamente a frenare gli urlo:
- i cani devono mangiarti, fascista!-
e lui, senza minimamente scusarsi per averci quasi arrotato:
- e lo puoi ben dire, stronzo, in una città piena di NEGRACCI e SUDAMERICANI sono fiero d'esser fascista...-
infatti. in una città come questa può esistere qualunque minchione, anche chi molla un fumogeno in mezzo ad un incrocio...

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10/05/2007

separare bene e male...
chirurgicamente.
è questo l'errore sostanziale che posso imputare ai miei, per una serie di motivi.
comunque non per colpa loro, ma di un certo criterio regolatore di quella società.
il fatto lampante è che, delimitando l'una o l'altra sponda, si perdano le sfumature intermedie.
in piccole comunità l'appiccicare un vestito che nel tempo diventa IL vestito, l'abito consueto di un attore, lo inchioda ad un suo ruolo.
da un paio di giorni mi balenano in mente ricordi o pensieri incontrollabili, originati suppongo da dubbi nell'affrontare l'educazione e la crescita.
guardo i piccoli compagni d'asilo, mi chiedo se L. rimarrà così delicato e precisino come un principe, se I. crescerà stralunata come il babbo o ipercinetica come la madre (mi mette l'agitazione gia a un km di distanza) o se R. ultimo di 3 fratelli, manterrà la faccia da schiaffi che ha adesso, se studierà oppure farà l'edile come il padre (ha una creatività pazzesca nelle mani  ma fatica ad apprendere il linguaggio)
in alcuni bimbi credo di scorgere una sorta di impronta genetica. altri sono continue sorprese, anche per i genitori stessi. e giocare con la libertà non si puo: è suprema, anche a tre anni.
detesto dire "questo è bene, quello no" anche perchè certe cose vanno affrontate per crescere, non possiamo progettare un mondo su misura, senza rischi, edulcorato e rigonfio di esperienze sfolgoranti e innocue.
necessità di un input, affinchè il ragazzo tiri fuori il meglio, si impegni, coltivi passioni.
non si può passare dal "questo si DEVE fare/questo NON si fa" allo "stai un'oretta alla playstation così prendo fiato..."
poi, oggi pomeriggio in ufficio, mi è venuta in mente una scena di parecchi anni fa che ne portava appresso un'altra. un inizio e una fine.
S. era figlio di genitori normalissimi ed aveva una sorella normale. ma era cattivo. conseguentemente era solo, anche perchè i genitori non volevano lo si frequentasse. delimitato in un ruolo che a poco a poco seppe coltivare assai bene.
avrò avuto 8 anni, Tommy era un po' più grande di me ed era già un ometto fiero e robustello.
un metro di neve e un bob valeva a dire creare una pista sul pendio dietro casa e una giornata di sfide, che c'è la scuola chiusa e si fatica ad andare a pranzo.
una di quelle giornate bellissime... poi S. arrivò, lo picchiò e gli prese il bob, come può fare uno di seconda o terza media ad un decenne. rovinando una giornata perfetta. ricordo il naso di Tommy sanguinante e come lui morse il braccio dell'altro, lo rotolò sulla neve da torello incazzato e una volta sopra quanti pugni sul muso gli diede.
Tommy era una sorta di Gattuso in miniatura, tozzo e robusto, di poche parole. lo suonò come un tamburo, nonostante il mezzo metro di differenza, poi glielo levammo dalle mani per pietà.
S. non venne più e comunque non gli badai più di tanto negli anni a venire, preso dai miei versi, dalle mie meditazioni e soprattutto dalle mie "mine" stralunate. ebbe un grave incidente in moto, nel quale morì la fidanzata, si riprese miracolosamente e mantenne quel fascino da leader maledetto tipico dei cattivi di professione.
poi ebbe la ragazza più bella del paese ed entrambi ebbero tantissimi guai e tantissima eroina.
lo rividi solo anni dopo, quando poco più che ventenne lo portarono via dai bagni pubblici coi piedi in avanti, secco come un legno, la siringa al fianco.
dimostrava 50 anni.
in realtà non lo conobbi mai e mai potrei giudicarlo.
torno a casa, guardo Attila scatenato e penso ci voglia tanta dedizione, creatività, perseveranza.
onestà intellettuale e coscienza dei propri limiti.

e anche un bel po' di culo.

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03/05/2007

balestrino2

balestrino1 

Leggendo qui mi è venuta fuori sta cosa
forse ce l'avevo già in testa, ma stentava a uscir fuori
girellavo mezzo frastornato dalle tante curvacce tra le case diroccate del borgo di Balestrino
trovandole, dopo vent'anni, ancora più malandate
il borgo è splendido
la mole del castello soprastante lo ripara dal rumore della strada carrozzabile, che si snoda dietro
qui solo canti d'uccelli
fiori piatti e frastagliati del sambuco
-ottimi fritti in pastella- mi dice un anziano del luogo, che se ne fa un cestino, spiegando a turisti tedeschi come si fa l'impasto
(in dialetto ligure, chissà che cazz'han capito)
rumore del vento tra le foglie
tra le assi marce e gli occhi vuoti delle case
si reggono l'una all'altra tenute da un filo invisibile
a tratti un silenzio stralunato esplode in testa e pompa i timpani.
vasi improvvisati in pentole di chissaquale antica lega su quel che resta di terrazzini
dimora di voraci gramigne che annidano il loro proliferare in ogni boccone di terriccio proponibile
i due accessi sbarrati, su ordinanza del Sindaco, tocca scavalcare per camminarci dentro.
massì, lasciamolo morire in pace
e che nessuno abbia a vederne la decomposizione, la scarnificazione.
tempo accelera, natura avanza, spacca, corrode, lenta
non ha fretta
l'uomo edifica veloce e lei avanza lentissima, sgretola, si insinua e divarica, smussa, sbriciola.
in una cantina abbandonata, piena di vecchi materassi marci, un cartello recita inquietante:
'attenzione: riesumazione abusiva in corso'

credo che lo scorrere tra le mani della vita possa essere per un istante intrappolato dalla rievocazione in scena del passato, proiettata su me stesso.
scatoloni di quaderni non ne ho più, troppi traslochi.
anziane cantine profumate gustomuffa
sotterranei di vecchie case decrepite, nemmeno quelli ho.
ma una cartolina, un diario o libro a me fa un certo effetto
devastante.
che le cose all'inizio vanno apparentemente adagio.
senti la luce, il profumo dell'aria e anche il sospirare, l'alzarsi e abbassarsi del diaframma
quarantanni fa era tutto diverso o è solo il ricordo che sfuma la luminescenza?
c'era più luce o era più soffusa? o era uguale, solo che si aveva il tempo per starla ad osservare per ore senza che prendesse la smania di fare qualcosa a qualunque costo?
perchè gli anni, all'inizio vanno lenti in maniera imbarazzante
poi accelerano dopo i venti, galoppano dopo i trenta, sfrecciano dopo i quaranta
a cinquanta vanno a fuoco
a sessanta viaggi a mach3, se ci arrivi
e poi entri in un turbine e non ci fai manco più caso

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02/05/2007

castelvecchio

però ci siamo divertiti... senza sfracellarci al suolo e senza essere impalati dalla pula...
consumando uniformemente le gomme e ondeggiando armoniosamente tra le curve, nasaccando l'odore di buona stagione
e ogni tanto, guardando al di sotto di un muretto, ti spunta un posto incantato come Castelvecchio e magari ti ci fai anche una birra, che ti è improvvisamente venuta una sete bagascia...
e da stamane PIOGGIA!!! belin se ci voleva... e tutto torna uguale, anch'io torno, fingendo che sia meglio per tutti fingere che tutto durerà per sempre...

il lavoro mobilita l'uomo. buon due maggio a tutti.

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