25/11/2008

Tanti anni e un giorno solo, di fiato, parole rapprese ai vetri, luci di camion sull'autostrada, mare luccicante all'orizzonte, esteso ma sfocato e distratto, relegato all'angolo del campo visivo, come se tutto non avesse centro, come se il centro fosse soltanto nell'unico luogo in cui non può esistere, per definizione.
E poi, conficcato in esso, rincasando disfatto, molte ore dopo o giorni o anni oppure un attimo solo, incrocio gente che riparte e distrattamente si prepara per un giorno di caccia, d'ufficio o di fabbrica.
Inutilmente incolonnati gli uni agli altri, una mano sul volante e l’altra nelle narici, sullo scroto, nel cuore. Se ne vedono a migliaia, ma ognuno ha la sua particolare ruga d’insoddisfazione latente sul volto.
Gente muore e vive ogni giorno sull'autostrada mentre mangio un cornetto alla marmellata e osservo due uomini vestiti di quell’elegante che sa di fumo, guidare un lungo e gelido carro funebre. Un vecchio ragazzo in maniche di camicia, nonostante i due gradi centigradi, arriva a palla e riparte a palla ed io non vedo niente, ho la nebbia dentro, annoto soltanto poche frasi su un tovagliolo del Bar Enzo, mi sento distante da tutto: ogni cosa scivola sopra come pioggia leggera, come il vento fresco delle cime alpine in quegli inverni strani che non nevica mai, come se io fossi vicino o a migliaia di km di distanza dal mio non capire mai il perché delle cose.
Oppure non fossi nemmeno nato e non avessi vissuto neppure un giorno degno d'esser definito tale.
Gente muore e vive ogni notte sull'autostrada.

E penso sia meglio vivere, almeno per un giorno.

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18/11/2008

silvano

Silvano, volevo dirti una cosa:

sappi che SONO TUO!

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18/11/2008

Testa di Razzo scrive:

ehi

Testa di Razzo scrive:

com'è?

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

ciaooooooooooo

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

bene

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

e tu?

Testa di Razzo scrive:

mah

Testa di Razzo scrive:

mille cose da fare

Testa di Razzo scrive:

vorrei avere un mese libero da impegni

Testa di Razzo scrive:

E SENZA UN PIEDE INGESSATO, PERO'...

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

capisco

Testa di Razzo scrive:

OCCORREREBBE POTER FARE 'CLICK' SULL'INTERRUTTORE DELLA GIOSTRA...

Testa di Razzo scrive:

E SCENDERE OGNI TANTO A PRENDERE UNA BOCCATA D'ARIA...

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

eggià: tre due uno salta

Testa di Razzo scrive:

ciò farebbe di noi una società evoluta

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

invece siamo scimmie e criceti

Testa di Razzo scrive:

criceti soprattutto!

Testa di Razzo scrive:

le scimmie sono evolute, nel loro piccolo...

Testa di Razzo scrive:

sai... vorrei farmi tre sagome di cartone per giuocarci a freccette

Testa di Razzo scrive:

la prima è quella di Capezzone

Testa di Razzo scrive:

poi vediamo....

Testa di Razzo scrive:

Bonanni

Testa di Razzo scrive:

xche almeno Angeletti è paraculo e te lo dice in faccia

Testa di Razzo scrive:

e la terza

Testa di Razzo scrive:

(perchè tre ne servono)

Testa di Razzo scrive:

vediamo....

Testa di Razzo scrive:

Berlusca noooooooo

Testa di Razzo scrive:

la Gelmini nooooooooo

Testa di Razzo scrive:

la Carfagna nooooooo (puo sempre venir bene a 90)

Testa di Razzo scrive:

non ho mai fatto anal con una di destra

Testa di Razzo scrive:

anzi

Testa di Razzo scrive:

forse si, nel '79, ma erano altri tempi.

Testa di Razzo scrive:

ho deciso: la terza sagoma per le freccette è Cicchitto

Testa di Razzo scrive:

le condividi?

Testa di Razzo scrive:

ste 3 sagome?

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

Testa di Razzo scrive:

sono belle da bucherellare, eh

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

bellooooooooooooo

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

sparare no?

Testa di Razzo scrive:

no, sono contrario alle armi da fuoco... pensa che 'ste qui le ho scelte in un novero di 20!!!

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

urca

Testa di Razzo scrive:

ma lo sai, vero, che sono appassionato, oltre che di mille belinate inutili tipo politica, scrivere, ricette genovesi

Testa di Razzo scrive:

anche di sagome a grandezza uomo?

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

no, questa mi mancava

Testa di Razzo scrive:

in giardino ne ho tre plastificate

Testa di Razzo scrive:

al centro c'è D'Alema

Testa di Razzo scrive:

e ai lati ci sono Marx ed Engels

Testa di Razzo scrive:

Carlo e Federico

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

carinoooooooooo

Testa di Razzo scrive:

         Si vedono da Google Earth, tra l'altro...

Testa di Razzo scrive:

poi ne ho fatta una dello Zio Adolf

Testa di Razzo scrive:

e la volevo mettere lì con loro, non so perchè, magari affinchè comunicassero il loro disagio...

Testa di Razzo scrive:

ma, siccome si litigavano, l'ho tolta

Testa di Razzo scrive:

e ho fatto sul muro però il disegno di un ME109, come sfondo

Testa di Razzo scrive:

invece, nel cesso

Testa di Razzo scrive:

(ciò diventerà un post, lo sai?)

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

bello

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

appena riesco vengo anche a leggerlo

Testa di Razzo scrive:

metto proprio la nostra conversazione, eh

Testa di Razzo scrive:

d'ora in poi voglio solo fare post su conversazioni interessanti in msn

Testa di Razzo scrive:

dicevo:

Testa di Razzo scrive:

nel cesso

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

uhm... sei incazzato con qualcuno per caso?

Testa di Razzo scrive:

no, ma siccome in qs periodo soffro di stipsi e mi parte mezzo stipendio in palline zigulì...

Testa di Razzo scrive:

ho optato per il Walter

Testa di Razzo scrive:

che come lui...

Testa di Razzo scrive:

vorrei dire

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

giusto

Testa di Razzo scrive:

un emolliente per le feci come lui

Testa di Razzo scrive:

non è che si trovi, eh...

Testa di Razzo scrive:

condividi vero, compagna?

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

condivido

Testa di Razzo scrive:

insomma, alla fine ne sentivo l'esigenza

Monica - impossibile e inopportuna scrive:

di farmi schiattare sentivi l'esigenza

Testa di Razzo scrive:

affatto, donna... lo sai che sacrificherei una falange per una gita con te a Botteghe Oscure

Testa di Razzo scrive:

tra l'altro ultimamente c'ho il vizio di andare al cesso, dopo il caffè, con la siga già in bocca

Testa di Razzo scrive:

e spegnerla addosso alla sagoma di Walter è un bel toccasana

Testa di Razzo scrive:

sarà anche un po' fetish, lo ammetto... eppoi mi serviva una sagoma alta

Testa di Razzo scrive:

ecco perche ho scartato Berlusconi o Brunetta

Testa di Razzo scrive:

ho già un portariviste

Testa di Razzo scrive:

x le riviste di moto.

Testa di Razzo scrive:

capisci?

Testa di Razzo scrive:

è ergonomia, questa.

Testa di Razzo scrive:

approposito.

Testa di Razzo scrive:

vado a fare la cacca.

Testa di Razzo scrive:

         ci vediamo dopo?

 

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11/11/2008

Mozzarella di bufala, pomodoro e tonno.

Olive taggiasche denocciolate.

Olio, sale, origano.

Un pizzico di pepe.

Giuseppe addenta con circospezione la focaccina, facendo attenzione che il contenuto non si riversi a valle e vada a contaminare la rivista sportiva oggetto delle sue attenzioni.
Ogni tanto, senza smettere di mulinar mandibole, il suo sguardo è rapito dai disegni fluviali che gocce di pioggia simili a sputacchi vergano sul vetro bisunto del Bar Ginestra.
Rivoli d’acqua come fiumi tra polpacci di calciatori in procinto di scoccare bordate micidiali nel sette, boccali di birra, vociare sommesso d’avventori e stoviglie. Ogni fiume ha un nome, nella sua testa. Ogni fiume ha un suo letto ed una valle, scavata impercettibilmente tra gli atomi di silicio, carbonio, azoto, ossigeno. Porta in genere il nome di un santo: Fiume San Lorenzo, Fiume San Antonio. E via discorrendo.

Una zaffata di profumo dolciastro, compressa in uno spiffero gelido, ridesta il cervello di Giuseppe dal suo stand-by nutrizionale.

Una signora in impermeabile chiaro entra di corsa nel locale. Il viso affilato come una falce di luna rinvigorisce un qualcosa di meticolosamente sepolto nel passato. Sobbalzo del cuore tronca la concentrazione e un rivolo di brodaglia punteggiata da semìni di pomodoro scorre sulla camicia color panna. Bestemmia tra i denti. Tovagliolo mai abbastanza poroso. Claudia. Quanto ti ho amata e odiata, quanti giorni aggrovigliato al tuo corpo tonico e quante fughe a gambe levate, di notte, nel bosco fino a far  perdere le mie tracce.

Quanta accoglienza, quanto pericolo. Claudia.


"Sono in macchina da mezz’ora, combattuta se fare o non fare, dire o non dire. Giuseppe, quanti anni, ti ho riconosciuto subito anche se non hai più i capelli lunghi, la barbetta è brizzolata e poi porti gli occhiali ma insomma quell’andatura, quel modo di poggiare i piedi un po’ a banana eppoi la solita vespa, verde, con gli adesivi ormai scoloriti e ad ogni modo, diciamolo, solo un pirla come te, Beppe, va in vespa sotto questo diluvio."

 

Falce di Luna si è seduta a fianco, senza neanche prender fiato.

Striature di pioggia inzuppano polpaccio scoccato a rete, rivolo oleoso imbratta impermeabile intonso, rendendolo una pista di slalom per puntini di semìni che precipitano a valle con una specie di traiettoria sbilenca ma in qualche modo armonica.
Parole improvvise in sequenza illogica formano una bolgia dentro la testa, da non capirci più nulla. Pensieri partono per la tangente scollegati tra loro in un caleidoscopio di supposizioni.
L’ultimo boccone soffoca in gola e trascorre i minuti, fissando la subliminale ipnosi dell’orologio spremuto sulla parete di fronte.

Fiatone. Il rimbombo del cuore nelle orecchie. Questo è più di un semplice imprevisto. Poi un’ondata di bianco si insinua sorniona e i discorsi filano via su un qualcosa di ovattato che li fa scivolare soffici, suadenti, senza bisogno di affermazioni o repliche, senza contrapposizioni formali o esigenza di trovare una via di fuga.
La vetrata è ormai quasi asciutta. Ha smesso di piovere, un vento rabbioso sfilaccia le nubi in un divenire perenne.
Giuseppe e Claudia. Vent’anni dopo, seduti, guardano il cielo.

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