In genere non leggo sul luogo di lavoro.
Nemmeno nelle pause. Quelle poche, pochissime pause.
Tra l'altro è proibito dal regolamento e punibile con l'impiccagione sul posto.
Però ho sempre almeno 4 libri con me, tutti rigorosamente iniziati, se non li leggo io si leggono da soli e familiarizzano con lo zaino.
Ultimamente mi è presa la scimmia di leggere ai semafori.
Tengo Cavie di Palahniuk nella tasca posteriore della nuova giacca estiva, che in pratica è una canottiera dei Village People con le protezioni omologate CE.
Arrivo ai semafori, soprattutto quello di Via Lemani Dalnaso, che dura 5 minuti, spengo il motore ed estraggo il libro.
Praticamente ho inventato un sistema stop&start manuale applicabile al motore Kawasaki da 748 centimetri cubici.
Poi qualcuno strombazza e mi ridesto bruscamente. Infatti sto divagando.
Dicevamo. Leggere nelle pause di lavoro.
L'altro giorno ho fatto un'eccezione: vedo Mononeuronix tenere una rivista tra i polpastrelli delle dita, con sommo schifo.
Per quanto io non smetta mai di sorprendermi, Mononeuronix ha (ancora) il pollice opponibile.
- cos'hai, paura del contagio del virus H1N1? - gli dico, supponendo provenga dall'armadietto di Puzzamen o di Napalm.
- No, è che io non leggo queste cose. - fa lui.
E me la sbatte sulla scrivania.
Tale rivista ha il nome di un prodotto liquido scuro che di solito si ordina al bar e ustiona la lingua, dentro ci scrive gente famosa, tipo uno che ha il nome di un evento doloroso che precede il parto e un altro di un organo dell'anatomia umana molto usato da Monica Lewinski.
O ancora di una struttura di vetro o plexiglass dentro cui si coltivano le primizie quando c'è ancora la neve fuori.
Ci siamo capiti, no?
Di solito io preferisco altre letture, tipo un quotidiano che ha il nome di una cosa cartacea che si incolla sui muri, di cui ammetto di capire un 60% scarso, il rimanente 40% me lo spiega il Compagno Aldo.
Allora dentro ci tengo il DueRuote, si sa mai.
Come i vecchietti al parco dell'Acquasola, che hanno il Giornale sempre aperto, ma dentro ci tengono il Playmen.
Una volta avevano l'Unità. E dentro c'era Cuore.
(i vecchietti stanno andando a destra...)
All'interno della suddetta rivista sono colpito da un reportage su una nota città del Nordest, fino a qualche anno fa una delle provincie più ricche e operose dello Stivale.
Fabbriche di elettrodomestici, mobili ed accessori, officine di tecnologia avanzata, importanti anche a livello internazionale, coprono uniformemente d'un manto frastagliato le sue lande pianeggianti, avvezze a scoli fognari e orfane di coltivazioni a tappeto.
Un mondo efficiente ed industrializzato. Ma in Europa non c'è soldo, la gente non acquista e le fabbriche chiudono o riducono il personale. Così famiglie bireddito che vivevano dignitosamente, da un giorno all'altro, si ritrovano al sussidio statale.
Affitti e bollette arretrate, il mutuo non si riesce a pagare, poi un giorno senti il citofono, chiedi chi è e ti rispondono:
- sono la Banca! -
E allora tu le dici: - che cazzo vuoi, o Banca, che non ho una lira? -
E lei fa: - Belin, visto che non paghi il mutuo, sta casa qui adesso è mia e tu hai 4 mesi per traslare altrove le tue balle.-
E così sia, non c'è modo di opporsi.
Nel mentre scorrono immagini alla Tv, nelle quali l'Innominabile Uno dice d'essere all'indice di massimo gradimento, 68.4 per cento, secondo importanti società di sondaggistica (che sono sue o di qualche suo cuggino) e l'Innominabile Due vorrebbe segare in 2 l'itaglia, ma non come dicono i leghisti di qui, "da Roma in giù", nonnò, tendendo una ipotetica fune da Rovigo a Cuneo e segando lì, denominando la parte al di sotto Gabibbia e quella al di sopra Padania.
Mentre a te, Mononeuronix del Nordest, che sei nella bratta e sti due qui li hai votati entrambi dal 1994 in poi, viene una voglia feroce di imbelinare l'oggetto catodico giù per il balcone. Anche se è l'unica cosa che non ti hanno ancora pignorato.
E adesso cosa facciamo?
Non dovevamo andare lontano?
Silvia lo sai, lo sai che Luca si buca ancora......






